Lavori lasciati a metà da quasi dieci anni nel condominio Ater

30 Gennaio 2015

Francavilla, protestano gli inquilini di una palazzina in via Monte Amaro. Ora temono per la stabilità dell’edificio

FRANCAVILLA. Protestano gli inquilini delle case popolari di via Monte Amaro, per i disagi dovuti al degrado strutturale della palazzina Ater in corrispondenza del civico numero 7.

Negli appartamenti dislocati su un edificio di quattro piani vivono otto famiglie, in altrettanti alloggi. Il fabbricato è stato realizzato alla fine degli anni Settanta, ma in oltre 35 anni di vita, la manutenzione è stata quasi inesistente. Il prezzo dell’incuria comincia a farsi pesante.

«Sono entrata qui nel 1979, quando gli appartamento erano nuovi. All’interno abbiamo cercato di mantenerli al meglio, ma in tutti questi anni non sono mai stati fatti seri interventi di manutenzione sul fabbricato e ora cominciamo ad aver paura per la stabilità dell’edificio».

A parlare è una residente, che elenca con dovizia di particolari una serie di problematiche affliggono la palazzina sia dal punto di vista strutturale sia da quello igienico sanitario.

«Circa dieci anni fa, l’Ater è intervenuta all’esterno dell’edificio, per eliminare le parti di intonaco pericolanti. Gli operai hanno rotto dove era necessario e, una volta messi in sicurezza balconi e cornicioni, ma dopo aver raschiato dalle pareti la vernice scrostata dalle infiltrazioni d’acqua, avrebbero dovuto procedere con la risistemazione della facciata. Invece i lavori si sono fermati a metà, e la facciata esterne dela palazzo è rimasta così da allora».

Alla facciata scrostata, con i balconi pieni di crepe e l’intonaco distaccato che lascia penetrare all’interno l’acqua piovana, si è aggiunto da qualche tempo, anche il problema igienico sanitario della fogna che non funziona più come dovrebbe. Il pozzetto delle acque nere collocato all’interno dell’area condominiale, a ridosso della lato posteriore dell’edificio, non riesce infatti ad assorbire i liquami di scarico. La conduttura si intasa e l’acqua sporca che scende dalla cucine dei piani superiori, non trovando sfogo, rigurgita nel lavello di cucina e in quello di servizio sul balcone, dell’appartamento al primo piano.

«Già qualche anno fa, a seguito di un sopralluogo tecnico nel pozzetto fognario, era emerso che la conduttura è da rifare: la pendenza è in senso contrario e di conseguenza si ostruisce» racconta l’inquilina. L’ennesimo sollecito all’Ater ad intervenire è di poche settimane fa.

«Dopo aver effettuato un sopralluogo, l’Ater ha risposto, attribuendo all’occlusione della fogna, la causa del rigurgito al primo piano. Il problema, però, non si riesce a risolvere» prosegue l’inquilina esasperata. «Questo perché soltanto quattro degli otto appartamenti della palazzina, sono rimasti di proprietà dell’Ater. Gli altri sono stati venduti a privati. Con questa scusa, l’Ater fa lo scaricabarile, rimandando la risoluzione del problema all’amministratore del condominio. Così, noi inquilini, nonostante paghiamo regolarmente l’affitto, continuiamo a subire le pesanti conseguenze di questa assurda situazione».

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