Lavori nelle case e detrazioni, così si possono scaricare sul 730

13 Giugno 2022

L’AQUILA. La manovra 2022 è intervenuta sul Superbonus, stabilendo la proroga e confermando la ripartizione su quattro rate annuali per tutte le spese sostenute entro quest’anno. Una norma che va a...

L’AQUILA. La manovra 2022 è intervenuta sul Superbonus, stabilendo la proroga e confermando la ripartizione su quattro rate annuali per tutte le spese sostenute entro quest’anno. Una norma che va a vantaggio del contribuente, che recupera la spesa con un anno di anticipo ed in misura maggiore. Ma c’è un limite: il contribuente senza capienza fiscale in dichiarazione dei redditi, non può recuperare la parte di detrazione non fruita l’anno seguente. In caso di incapienza la legge fornisce un’alternativa ovvero la cessione del credito o lo sconto in fattura, prorogate fino al 2025, che consentono di cedere la detrazione al fornitore attraverso un contestuale sconto in fattura, o a una banca o altro intermediario finanziario, che anticiperà la somma, sostanzialmente erogando un prestito, per poi utilizzare la detrazione.
Nel caso in cui non ci fosse capienza fiscale, con la cessione del credito o lo sconto in fattura si utilizza in pieno la detrazione, di cui si rischia invece di perdere una parte nel caso di utilizzo diretto in dichiarazione.
Le novità 2022 prevedono anche che vengano utilizzate in quattro quote annuali di pari importo le detrazioni al 110% per l’installazione di impianti solari fotovoltaici. Per la dichiarazione dei redditi relativa alle spese sull’anno d’imposta 2021 si attua il recupero in cinque anni. Si tratta di lavori ammessi al Superbonus come interventi trainati, che devono quindi essere eseguiti congiuntamente a uno degli interventi trainanti come isolamento termico superfici, climatizzazione, lavori antisismici. In pratica, questi lavori restano detraibili al 110%, fino a un tetto di spesa di 48mila euro e comunque nel limite di 2mila 400 per ogni kw di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, ma la detrazione si spalma su quattro e non su cinque anni per le spese sostenute dal 2022. Stesso discorso per le colonnine di ricarica: per gli interventi di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione da quest'anno viene ripartita in quattro quote annuali di pari importo. Anche questi lavori devono essere trainati, ovvero essere eseguiti congiuntamente a uno degli interventi principali. I limiti di spesa restano immutati a 2mila euro per gli edifici unifamiliari o le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti, 1.500 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che installino un numero massimo di otto colonnine e 1.200 euro per gli edifici plurifamiliari o i condomìni che scelgono di installare un numero superiore a otto colonnine di ricarica elettrica. (m.p.)