Lavori per 8 nuove sale operatorie e Tac-Pet
Ditta di Cremona vince l’appalto da 8 milioni, ma scatta il ricorso dell’esclusa: si rischia lo stop
PESCARA. Rischia di finire in un pantano l’appalto da 8 milioni di euro per costruire un locale per la Tac-Pet – il macchinario per la cura dei tumori, l’unico in Abruzzo, si trova ancora in un camion preso in affitto – per realizzare altre 8 sale operatorie e per mettere l’aria condizionata all’obitorio: in ballo ci sono tre interventi, progettati già dal 2012 e che dovrebbero durare quasi due anni. Adesso, il pericolo è che i tempi si allunghino ancora di più: la Asl ha affidato a una ditta di Paderno Ponchielli in provincia di Cremona, la Paolo Beltrami spa, la progettazione, la ristrutturazione e la fornitura delle attrezzature sanitarie. Ma il primo ricorso al Tar, a distanza di appena un mese dall’affidamento, è già arrivato: a presentarlo è stata la seconda classificata, una ditta di Modena, il Consorzio imprenditori edili Cme. A dividere le due offerte ci sono 7 punti su 100 e un divario di oltre milione di euro di differenza. Alla gara d’appalto avevano partecipato altre 4 ditte comprese due abruzzesi: la Dino Di Vincenzo di San Giovanni Teatino (con una cooperativa di Bologna) e la Angelo De Cesaris di Francavilla (con una azienda di Sora).
L’appalto riguarda tre cantieri differenti: il primo è la ristrutturazione del reparto di Medicina nucleare per ospitare la Tac-Pet con sala esami e locali tecnici schermati. «A oggi le sedute settimanali sono limitate a una e ne consegue che si riesce a soddisfare solo una parte delle numerosissime richieste», dice una relazione della Asl. Il risultato è che la mobilità passiva, cioè la spesa che paga la Regione per le cure eseguite fuori da Pescara e dall’Abruzzo, raggiunge quasi i due milioni di euro all’anno. Il blocco operatorio sarà allargato a 19 stanze: le 8 nuove sale operatorie saranno grandi 40 metri quadrati. Il terzo intervento riguarda l’obitorio che non ha ancora l’aria condizionata. Nell’appalto sono previste anche la fornitura di apparecchiature e di un impianto di trasporto pneumatico per spostare merci fino a 10 chili nella farmacia e nel laboratorio analisi.
Ma quando si faranno i lavori? La data non è certa e il ricorso della ditta esclusa è l’ultima incognita. La seconda, per l’offerta tecnica, ha ottenuto un punteggio più alto e ha messo sul piatto 2,5 milioni di attrezzature a fronte del milione e mezzo della prima; la ditta vincitrice, per l’offerta economica, ha presentato un ribasso d’asta più alto, sfiorando il 30 per cento sul prezzo di partenza (7,6 milioni) mentre la seconda quasi il 20 (8,7).
Ma alla penultima seduta della commissione di gara, l’offerta della ditta vincitrice, di oltre un milione di euro più bassa rispetto alla seconda, era stata definita «anormalmente bassa» e, pertanto, sottoposta a un controllo di congruità. In seguito, quindi, l’offerta è stata vagliata e la commissione, presieduta dall’ingegnere della Asl Vincenzo Lo Mele, «ha ritenuto l’offerta della Beltrami nel suo complesso seria e affidabile nonché congrua».
Ma la cooperativa di Modena si è rivolta al Tar: la ditta ha chiesto di annullare la delibera del direttore generale Claudio D’Amario con cui è stato affidato l’appalto alla Beltrami e un risarcimento. Sarà l’avvocato Tommaso Marchese a difendere la Asl. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

