Lavori per la casa, guida utile sugli sconti fiscali per il 2024

La detrazione è del 50% per spese fino a 96.000 euro distribuite in dieci rate annuali Ecco i principali interventi ammessi per manutenzione, risanamento o ristrutturazione
PESCARA. Il Bonus ristrutturazione consiste in una detrazione fiscale per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Così come è accaduto nel 2023, anche nel 2024 può essere sfruttato per qualsiasi lavoro di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali o singole unità abitative. La detrazione fiscale è del 50% e riguarda tutte le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024, con un massimale di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, distribuito in 10 rate annuali. Salvo che non intervenga una nuova proroga, dal 1° gennaio 2025 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro.
Il bonus può essere richiesto da: proprietari o nudi proprietari; titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie; locatari o comodatari; soci di cooperative (divise e indivise); imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce); soggetti definiti nell’articolo 5 del Tuir che generano reddito in forma associata. Questi possono essere società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti equiparati, oltre alle imprese familiari. Inoltre se due persone sono comproprietarie di un immobile e la fattura e il bonifico sono intestati a una sola di loro, ma entrambe sostengono le spese di ristrutturazione, la detrazione spetta anche all’altro individuo, a condizione che la fattura riporti la percentuale di spesa sostenuta da quest’ultimo. Gli interventi ammessi si suddividono in tre categorie: eccole di seguito.
LA mAnutenzione
straordinaria
Rinnovo e sostituzione di parti anche strutturali degli edifici; realizzazione ed integrazione di servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso; installazione di ascensori e scale di sicurezza; sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande; rifacimento di scale e rampe; interventi finalizzati al risparmio energetico; recinzione dell’area privata; costruzione di scale interne, ecc.
RESTAURO E RISANAMENTO
CONSERVATIVO
Interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado; adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti; apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
Demolizione e ricostruzione; modifica della facciata; realizzazione di una mansarda o di un balcone; trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda; apertura di nuove porte e finestre; costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti. Gli elenchi completi degli interventi ammessi sia su singole unità abitative sia su parti comuni sono consultabili ai seguenti link: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/interventi-sulle-singole-unit%25c3%25a0-abitative-ristrutturazioni-edilizie e https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/interventi-sulle-parti-condominiali-ristrutturazioni-edilizie.
PAGAMENTI
E DOCUMENTAZIONE.
Per ottenere il Bonus ristrutturazione 2024 è fondamentale effettuare i pagamenti relativi ai lavori attraverso bonifici bancari o postali parlanti.
Nel bonifico è necessario specificare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o Partita Iva del beneficiario del pagamento. Per quanto riguarda la documentazione è importante conservare una serie di documenti, tra cui: eventuali abilitazioni amministrative per i tipi di lavori eseguiti; eventuali dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà con dettagli sui lavori; domande di accatastamento per immobili non censiti; ricevute di pagamento dell’Imu, se dovute; delibere di approvazione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per interventi sulle parti comuni negli edifici residenziali; dichiarazioni di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori (solo se diverso dai familiari conviventi); eventuali comunicazioni preventive da inviare all’Asl con la data di inizio dei lavori (se obbligatorio); fatture e ricevute fiscali relative alle spese sostenute; ricevute dei bonifici di pagamento. (u.c.)
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