Lavori sul lungomare, fioccano le diffide

Montesilvano. Il nuovo cantiere contestato da una decina di associazioni. Rifondazione: danno erariale
MONTESILVANO. Due esposti con relative diffide a interrompere i lavori pubblici sul lungomare di Montesilvano. Il cantiere all’altezza della Jova Beach, tra via Marinelli e via Torrente Piomba, continua a far discutere.
Dopo l’avvio dei lavori venerdì scorso, e le rimostranze espresse dalle opposizioni (Pd e M5S), il progetto ha ottenuto ora la bocciatura da una decina di associazioni che hanno inviato al Comune, alla Forestale e al Demanio le proprie osservazioni, chiedendo di bloccare gli interventi.
Si tratta di Fiab Pescarabici, Mila Donnambiente Pescara, Ecoistituto Abruzzo, Ciclisti Anonimi Pescaresi, Italia Nostra Pescara, comitato di quartiere Saline Marina PP1 Montesilvano, Prospettiva Futura Montesilvano, Montesilvano Anno Zero e Civitas Ambiente e Cultura. Le associazioni lamentano innanzitutto un mancato coinvolgimento delle realtà cittadine e dei residenti nel processo decisionale che ha portato la giunta a programmare il nuovo volto di quel tratto centrale di riviera.
Tra le tante criticità evidenziate: l’avvio parziale dei lavori con la mancanza di copertura finanziaria per l’intero progetto, la pericolosità di una ciclovia curvilinea che attraversa la strada e senza relazione con le caratteristiche di mobilità litoranea legate al tracciato Bike to Coast e l’aumento dei costi di manutenzione della rete stradale, privata di sistemi di protezione dal vento, dalla sabbia e dalle mareggiate.
Per tutte queste ragioni, le associazioni chiedono al Comune di Montesilvano la sospensione dei lavori e la pubblicazione di tutta la documentazione relativa all’iter progettuale e amministrativo dell’intervento, sollecitando al tempo stesso un incontro pubblico con sindaco, assessore e commissioni consiliari competenti, per illustrare le criticità del progetto.
A presentare ieri un esposto diffida contro i lavori pubblici sul lungomare di Montesilvano anche Rifondazione comunista secondo cui l’amministrazione comunale dovrebbe dare attuazione al vigente piano territoriale di coordinamento della Provincia di Pescara, programmando la ricongiunzione della spiaggia alla pineta e arretrando la strada litoranea. «La giunta di centrodestra», commenta il segretario provinciale Corrado Di Sante, «evita l’unica azione urgente, ovvero il ripristino della siepe frangivento sradicata in occasione del Jova Beach Party. Un danno ambientale ed erariale. Il vento senza barriere produce l’erosione della spiaggia e la sabbia ha costretto le ditte appaltatrici del Comune a intervenire più volte per la rimozione. I cittadini pagano due, tre volte da un lato i ripascimenti dall’altro la rimozione della spiaggia».
A detta di Rifondazione, se i lavori proseguiranno e tutto sarà sullo stesso piano (carreggiata, marciapiede e pista ciclabile) anche gli automobilisti dovranno fare i conti con la sabbia.
«Insomma invece di ridurre, si aumentano le situazioni di pericolo», prosegue il segretario provinciale che attacca: «Annunciano progetti sulla ciclabilità e sul turismo dolce, ma per ora l’unica azione concreta in piena estate è la rimozione e l’interruzione di un tratto della ciclovia adriatica». (a.l.)
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