Lavori sulla Popoli-Sulmona: Richiesto il rinvio a settembre

POPOLI. Confcommercio Pescara e Confcommercio L’Aquila intervengono per chiedere l’immediata sospensione dei lavori sulla strada statale Popoli-Sulmona che dovrebbero comportare da oggi la chiusura...
POPOLI. Confcommercio Pescara e Confcommercio L’Aquila intervengono per chiedere l’immediata sospensione dei lavori sulla strada statale Popoli-Sulmona che dovrebbero comportare da oggi la chiusura dell’arteria per un mese.
Le due sedi della Confcommercio, in proposito, si appellano al sindaco di Popoli e al sindaco di Sulmona affinché intervengano immediatamente nei confronti dell’Anas e della ditta appaltatrice Co.bit. srl, per sospendere l’avvio del cantiere e provvedere ad un rinvio dei lavori stessi al termine della stagione estiva.
Il presidente Confcommercio Pescara Riccardo Padovano e quello dell’Aquila Roberto Donatelli sono preoccupati riguardo alle consenguenze che potrebbe comportare il cantiere durante i mesi estivi. Cantiere che rischierebbe di creare intralcio al movimento dei turisti.
«È veramente assurdo pensare di chiudere una strada così importante in piena estate», hanno detto i due presidenti, «proprio nel momento in cui si sta assistendo ad una ripresa delle attività economiche dopo mesi e mesi di stenti e chiusure dovute alla pandemia».
«Non capiamo davvero perché», hanno aggiunto, «avendo avuto tanto tempo per effettuare i lavori nei tanti mesi di lockdown si sia atteso l’inizio dell’estate per avviare un cantiere che andrebbe a creare danni ingenti alle attività economiche di una zona molto vasta. Zona che comprende Comuni importanti dal punto di vita economico, come Popoli e Sulmona».
Da qui la richiesta all’Anas e alla ditta incaricata. «Ci appelliamo in particolare», hanno fatto presente Padovano e Donatelli, «ai sindaci di questi due Comuni affinché intervengano immediatamente, facendosi portatori del grido d’allarme delle attività economiche del territorio, per chiedere il rinvio dei lavori a fine estate».
«Parliamo tra l’altro», hanno fatto notare, «di una zona la cui viabilità è già compromessa dalla chiusura del casello autostradale di Bussi e che non merita di avere ulteriori disagi oltre a quelli già sopportati».
«Non è pensabile», hanno concluso i due presidenti, «che proprio nel momento in cui si incomincia a rivedere la luce in fondo al tunnel l’economia della zona in questione venga mortificata da un intervento incomprensibile che si doveva calendarizzare prima o dopo, ma mai nel periodo più importante dell’anno dal punto di vista turistico e commerciale».

