«Lavoro, buona idea la Carta di Pescara Non ci siamo su ammortizzatori e credito»

11 Luglio 2017

PESCARA. «La nostra idea è che nella prima fase, come il Patto per lo Sviluppo o la Carta di Pescara, il governo regionale sia partito bene, ma che poi, su questi temi non si è andati avanti, non c’è...

PESCARA. «La nostra idea è che nella prima fase, come il Patto per lo Sviluppo o la Carta di Pescara, il governo regionale sia partito bene, ma che poi, su questi temi non si è andati avanti, non c’è stato sviluppo». È questa l’analisi della Cgil, attraverso il segretario regionale, Carmine Ranieri, sull’operato della giunta regionale, almeno fino a questo momento. «Quindi diciamo che è andata bene sulla programmazione, ma non si è proseguiti su questa strada. E ora, per questo, chiediamo un cambio di passo». Michele Lombardo, subentrato recentemente a Roberto Campo, alla guida delle Uil regionale, si sofferma su tre temi: «Io sono qui dagli ultimi quattro mesi», premette il segretario regionale della Uil, «e per questo breve periodo dico che c’è molto da fare ancora sul tema del lavoro. Intanto occorrono maggiori attenzioni alle politiche industriali, perché non basta pensare a far rimanere quello che c’è, ma bisogna attrarre. E fin qui l’operato della regione lo vedo un po’ debole». Gli altri due temi individuati da Lombardo «sono il mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali, un tema, quest’ultimo», conclude il sindacalista, «abbandonato». E se per i sindacati, quanto previsto non è stato messo in atto, per la Confartigianato la regione sembra non aver raggiunto la sufficienza nei voti. «Il mio giudizio è negativo», rimarca Daniele Giangiulli, direttore generale di Confartigianato Abruzzo, «perché è una regione bloccata. Per esempio sono fermi i bandi della programmazione 2014-2020, e se non spendiamo», insiste Giangiulli, «dovremo restituire i finanziamenti. Poi occorre intervenire sulle piccole e medie imprese», aggiunge il direttore di Confartigianato». Sulla sburocratizzazione, invece, «la Regione può fare poco. Però c’è carenza di organico. In conclusione, io direi che la Regione in questi anni è stata tutt’altro che facile e veloce». (v.d.l.)