Lavoro: la quarantena non è malattia

L’Inps non riconosce più l’indennità ai dipendenti privati che sono costretti all’isolamento
L’AQUILA. I lavoratori dipendenti privati, positivi al Covid e in quarantena precauzionale, non hanno più diritto all’indennità di malattia riconosciuta dall’Inps.
Anche per i lavoratori fragili, pubblici e privati, l’assenza dal lavoro a causa di una patologia certificata non è più assimilata al ricovero ospedaliero, e quindi non dà diritto all’indennità economica.
Fino al 31 dicembre 2021, invece, la quarantena dei dipendenti del settore privato era assimilata alla malattia. Ecco le tappe che hanno segnato il tema della quarantena assimilata a malattia.
CURA ITALIA Il decreto Cura Italia ha disposto per il 2020, ai fini del trattamento economico, l'equiparazione della quarantena alla malattia.
Per la copertura di questo provvedimento sono stati stanziati 663,1 milioni di euro. È stato inoltre previsto che, per i lavoratori dipendenti in possesso del riconoscimento di disabilità, con connotazione di gravità o in una condizione di rischio per immunodepressione, il periodo indicato nel certificato di malattia prodotto dal lavoratore fosse equiparato alla degenza ospedaliera.
MANCATA COPERTURA Dal 31 dicembre 2020 al 23 marzo 2021, l’indennità non è stata confermata. Poi il decreto Sostegni ha previsto 282,1 milioni di euro, destinati a coprire il riconoscimento dell’indennità di quarantena, ma solo per i lavoratori fragili. La copertura finanziaria per i lavoratori dipendenti privati per tutto il 2021 è arrivata solo con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2022.
RIMBORSO FORFETTARIO Il decreto fiscale ha stanziato 188,3 milioni, per il 2021, per il riconoscimento di un rimborso forfettario per il 2020 e il 2021, in favore dei datori di lavoro privati, per gli oneri sostenuti per il riconoscimento dei trattamenti. Il tutto nei casi in cui la copertura della malattia sia a carico del datore di lavoro e non dell’Inps. Il rimborso è riconosciuto una tantum per ogni lavoratore ed è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile (smart working). Il rimborso è garantito dall’Inps: 600 euro per ogni lavoratore.
NODI GESTIONALI La mancata equiparazione, per il 2022, tra quarantena precauzionale e malattia determinerà anche difficoltà gestionali. Secondo il Consiglio nazione dell'Ordine dei Consulenti del lavoro, l’esclusione porterà «estreme difficoltà» nella compilazione del Libro unico del lavoro, poiché per registrare le assenze si dovrà formalmente ricorrere a ferie, permessi o assenze giustificate. Un'alternativa sarà quella di consentire al lavoratore di svolgere la propria attività da remoto. (m.p.)

