Le 12 possibilità in vigore per andare in pensione

4 Febbraio 2022

Dall’uscita dal lavoro per vecchiaia fino alle opzioni per farlo anche a 64 anni Ma ci sono opportunità per qualsiasi altra età se si hanno 41 anni di contributi 

L'AQUILA. Chi ha intenzione di lasciare il lavoro entro quest'anno ha dodici possibilità. Tante sono le opzioni nel ventaglio proposto dal Governo che dopo la scadenza dell'esperimento di Quota 100, a dicembre scorso, alla classica pensione di vecchiaia ordinaria ha abbinato Quota 102, che consente di accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi. Prorogata, per il 2022, Opzione donna, ma ci sono opportunità anche per il lavoratori precoci, in attività da lungo tempo, e per chi è sottoposto a lavori usuranti. E con un requisito contributivo di 20 anni e 64 anni di età anagrafica, si accede alla pensione anticipata giovani. In dettaglio, la mappa del sistema previdenziale attualmente in vigore con le principali vie di accesso alla pensione nel 2022, in attesa della riforma pensionistica che, a distanza di dieci anni, andrà a sostituire la Monti-Fornero.
VECCHIAIA. Fino al 2024 non ci sarà alcun aumento dell’età anagrafica per avere diritto alla pensione di vecchiaia. Sono stati, infatti, sterilizzati gli adeguamenti previsti in base alle speranze di vita. Di conseguenza, l’età richiesta per la pensione di vecchiaia rimane ferma, ancora per un triennio, a 67 anni sia per gli uomini che per le donne con il requisito minimo di 20 anni di contribuzione.
Per quanto riguarda, invece, la pensione anticipata per gli uomini e per le donne, il traguardo resta invariato fino al 2026: sono stati congelati i previsti adeguamenti automatici alle speranze di vita. In questo periodo, quindi, si maturerà il requisito per la pensione anticipata, con 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini, con 41 anni e 10 mesi nel caso delle donne. Confermata la finestra di tre mesi nel privato e le regole particolari previste per il pubblico impiego.
QUOTA 102. Sì alla contribuzione mista e stesse regole di Quota 100 per usufruire di Quota 102. Possiamo definirla una sorta di proroga di Quota 100, dal momento che sono rimaste invariate le caratteristiche della prestazione dal divieto di cumulo con attività di lavoro, ad eccezione dei redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro annui lordi, alla facoltà di utilizzare la contribuzione mista per raggiungere il requisito contributivo di 38 anni, tranne la contribuzione presente nelle Casse professionali.
Nulla di nuovo anche sul fronte della finestra, che rappresenta il periodo di tempo che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti utili per il diritto alla pensione e l’effettivo pagamento dell’assegno da parte dell’Inps. La finestra si apre il primo giorno del trimestre successivo alla maturazione dei requisiti. In definitiva, per le pensione anticipata con Quota 102 è necessario aver maturato almeno 38 anni di contributi, con un'età di 64 anni e una finestra di 3 mesi.
APE SOCIALE. Per l'anno in corso è stata prorogata anche l'Ape sociale, che offre la possibilità di accedere alla pensione al compimento dei 63 anni, con 30 anni di contributi, ma solo se si rientra in uno dei profili di tutela previsti. Per i disoccupati i requisiti di accesso restano invariati con l’eccezione dell’abolizione dei 3 mesi che devono trascorrere dal termine della Naspi. È riservata ai disoccupati, ai lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, un parente convivente con handicap grave, agli invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74% e ai lavoratori dipendenti con 36 anni di contributi versati, che abbiano svolto un lavoro pesante.
OPZIONE DONNA. Le donne possono andare in pensione prima del tempo, a patto di optare per una rendita interamente calcolata con il meno favorevole metodo contributivo.
Una possibilità introdotta nel 2004 dalla legge Maroni e riscoperta dopo la riforma Fornero, che consente di anticipare l’uscita di diversi anni rispetto alle regole ordinarie che chiedono, in alternativa, almeno 41 anni e 10 mesi di contributi o 67 anni di età.
Il vantaggio dell’uscita anticipata si traduce in un taglio della pensione che oscilla tre il 25 e il 35%. La possibilità di lasciare in anticipo il lavoro nel 2022 è prevista per le lavoratrici dipendenti che hanno maturato i 35 anni di contributi entro il 2021 e i 58 anni di età, limite innalzato a 59 anni per le lavoratrici autonome. In pratica, possono approfittare di questa opportunità le lavoratrici nate negli anni 1962 e 1963.
Confermata la finestra di 12 mesi, che salgono a 18 per le autonome, per cui la pensione si incasserà materialmente a 60 e 61 ani di età.
ALTRE STRADE. Nell'elenco delle possibilità che hanno i lavoratori per andare in pensione entro quest'anno figurano la pensione di vecchiaia per i lavori usuranti, a cui si può accedere esclusivamente con 30 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età. Non è prevista, in tal caso, alcuna finestra. Ma c'è anche una pensione di vecchiaia giovani, riservata ai soggetti privi di anzianità assicurativa al 31 dicembre 1995. Con soli 5 anni di contributi, si può avere l'assegno pensionistico a partire dai 71 anni di età e senza finestra. La pensione di vecchiaia in totalizzazione, invece, si ottiene con 20 anni di contribuzione e 66 anni di età, ma la finestra per avere l'assegno è di ben 18 mesi.
Le pensioni anticipate in totalizzazione prevedono 41 anni di contribuzione, con una finestra di 21 mesi, senza vincoli di età anagrafica. Infine, l'anticipata giovani con 20 anni di contributi e 64 di età.