Le 15 scienziate orgoglio della regione

Brachesi (tra le prime dieci al mondo), Votano e le altre: storie di donne di successo. Che guadagnano meno degli uomini
L'AQUILA . La scienza parla il linguaggio delle donne. Oggi più che mai. Eppure, al di là dei proclami sull'emancipazione femminile e degli sforzi individuali per aprirsi un varco nel mondo professionale, il divario tra uomini e donne resta marcato. Queste ultime, in Abruzzo come nel resto d'Italia, guadagnano meno dei colleghi e fanno più fatica a trovare lavoro.
È la fotografia esatta emersa nell'evento "Scienziate: storie a confronto", organizzato dal Gran Sasso Science Institute in collaborazione con l'Università dell'Aquila e i Laboratori Nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso, in concomitanza con l'International day of women and girls in science, l'iniziativa dell'Onu che si celebra, ogni anno, su scala globale, l'11 febbraio. Scienziate e ricercatrici hanno raccontato le loro storie, ripercorreranno i sogni, le motivazioni e le difficoltà per arrivare al successo. Dalla fisica all'economia, dalla medicina alla matematica, dall'ingegneria alla biologia, dall'informatica alle biotecnologie: traguardi raggiunti grazie a determinazione e passione per la scienza, più forti degli ostacoli che, ancora oggi, fanno pesare la bilancia dalla parte degli uomini. 15 eccellenze, 15 scienziate che al cervello hanno unito tempra e femminilità. Tra loro, Lucia Votano, fisico, dal 2009 al 2012 direttrice dei Laboratori di fisica del Gran Sasso, e Marica Branchesi, ricercatrice che ha rilevato le onde gravitazionali, inserita da "Nature" tra le dieci scienziate più importanti al mondo e, nel 2018, indicata tra i dieci personaggi dell'anno.
SPREAD GENERAZIONALE. «Rispetto al passato», ha dichiarato Votaro, «i giovani di oggi impiegano molto più tempo a raggiungere l'indipendenza economica. Tra i tanti indicatori che concorrono a misurare lo spread generazionale due riguardano la parità di genere: la differenza salariale, con le donne che percepiscono stipendi più bassi, e che risultano meno occupate degli uomini. Il secondo elemento riguarda gli scarsi investimenti in ricerca e formazione, soprattutto al sud».
Votaro la sua ricetta ce l'ha, considerando che «siamo diventati un Paese di emigranti istruiti e che, nell'ultimo anno, 60mila italiani si sono trasferiti all'estero per lavoro. L'unico rimedio è investire in ricerca scientifica e formazione e colmare il gap di genere, dando spazio alle donne». E detto da lei, che dopo la direzione dell'Infn è impegnata nell'esperimento Giuno che studia i neutrini, nel sud della Cina, c'è da crederci.
NIENTE PAURA. A vederle tutte in fila, nell'aula del Gssi, forniscono un colpo d'occhio sensazionale. L'intelligenza unita alla sensibilità, l'acume che fa il paio con la ricerca di laboratorio. E un gran cervello, che non offusca il fascino tutto femminile che incanta e colpisce. Anche nel freddo mondo delle formule matematiche e delle provette.. Sul palco si sono alternate insieme a Votaro e Branchesi, Elisabetta Baracchini, (Gssi e Infn), Denise Boncioli (Università dell'Aquila), Serena Cenatiempo (Gssi), Gloria Cicerone (Gssi), Anna Maria Cimini e Antinisca di Marco (Università dell'Aquila), Natalia Di Marco (Gssi e Infn), Alessandra Faggian (Gssi), Paola Inverardi (Università dell'Aquila), Giulia Pagliaroli (Gssi e Infn), Alessandra Piccirilli e Laura Tarantino (Università dell'Aquila) e Catia Trubiani (Gssi). «Ho assecondato la voglia di fare ricerca perché sono curiosa e ho cercato risposte nella scienza», dice Branchesi, 43 anni, scienziata del Gssi, «ma, partecipando a conferenze e comitati ristretti mi sono resa conto che le donne sono sempre poche. E, invece, la diversità arricchisce: le più grandi scoperte sono frutto di collaborazione tra uomini e donne».
DONNE E RICERCA. «Sono moltissime le donne che fanno ricerca e forniscono un contributo alla scienza», prosegue Branchesi, «alle donne dico di puntare in alto. Si può cadere, possono farci cadere, ma poi ci si rialza». Per il rettore del Gssi, Eugenio Coccia, «le donne non devono farsi condizionare dai suggerimenti che, a volte, arrivano dalla società e dalla famiglia. Devono seguire le loro passioni, sapendo di poter fare quanto e meglio degli uomini».

