Le antenne restano sul colle, residenti beffati
Il Consiglio di Stato annulla la delocalizzazione decisa 9 anni fa: decide il ministero, non la Regione
PESCARA. La Regione è incompetente a provvedere in materia, e quindi le antenne radiotelevisive restano sul colle di San Silvestro. Faranno certamente discutere le tre sentenze appena pubblicate dalla terza sezione del Consiglio di Stato, che ha accolto i ricorsi presentati da Radio Dimensione Suono, Novenove srl e Studio 5 contro la Regione e il Comune di Pescara. Le tre società erano ricorse ai giudici romani di Palazzo Spada per chiedere l’annullamento di diverse ordinanze con le quali nel 2008, l’allora presidente della Giunta regionale, aveva ordinato la delocalizzazione degli impianti di radiodiffusione sonora e televisiva dalla postazione di San Silvestro Colle verso il sito di Pietracorniale, nel Comune di Bussi sul Tirino, o in altro sito ritenuto idoneo dal ministero delle Comunicazioni.
Il Tar Pescara, al quale le tre società si erano rivolte nel 2008, subito dopo la firma dei provvedimenti che imponevano lo spostamento dei ripetitori, aveva invece respinto tutti i ricorsi, riaccendendo le speranze dei residenti di San Silvestro. Decisione che il Consiglio di Stato ha completamente ribaltato.
La questione, hanno sottolineato i giudici, è stata peraltro già definitivamente chiarita da una precedente sentenza di secondo grado del 2014, sempre a seguito di un ricorso contro i provvedimenti della Regione con i quali si ordinava di delocalizzare gli impianti. In quell’occasione il Consiglio di Stato, si legge tra l’altro nella sentenza, «ha affermato che la Regione è incompetente a provvedere. L’appello deve quindi essere accolto, annullando l’effetto e i provvedimenti impugnati e rimettendo l’affare al ministero dello Sviluppo economico, ora competente in materia di telecomunicazioni». I giudici amministrativi di Palazzo Spada hanno compensato tra le parti le spese di lite, e le antenne, per ora, resteranno dove sono, a meno che il ministero dello Sviluppo economico non decida altrimenti.
Un’altra doccia fredda per gli abitanti della zona, che da anni protestano per chiedere lo spostamento degli impianti radiotelevisivi, senza lasciare nulla di intentato.
Uno degli episodi chiave di tutta la storia è il digiuno al quale alcuni residenti della zona, negli anni 90, si sono sottoposti per chiedere l’attenzione delle istituzioni. Si sono succedute poi altre proteste, dopo le quali era stata ipotizzata la creazione di una piattaforma off shore, al largo delle coste pescaresi, sulla quale far convergere gli impianti radiotelevisivi e tenerli ben lontani da centri abitati, scuole e luoghi di cura, per difendere i residenti dai campi elettromagnetici.
Il progetto è rimasto inattuato, e nel frattempo, nel 2016 un’altra sentenza del Tar Lazio, accogliendo un ricorso di Rai e Rai Way contro il trasferimento degli impianti sulla piattaforma off shore, aveva già spento le speranze dei cittadini di San Silvestro. I ripetitori, invece, restano accesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

