Le autopsie: morti nel giro di un’ora
Consegnati ai parenti i referti medici: quasi tutti i decessi provocati dalle macerie
PESCARA. Decine di pagine con spiegazioni scientifiche per raccontare un dramma. Ogni referto medico delle autopsie sulle 29 vittime dell’hotel Rigopiano è lungo decine di pagine. Con i termini della medicina, si raccontano le morti quasi sul colpo di quasi tutte le persone presenti quel 18 gennaio scorso nel resort di Farindola: vite recise in poco tempo. Secondo i documenti firmati dai medici legali di Pescara, Ildo Polidoro, e di Chieti, Cristian D’Ovidio, i decessi sono stati provocati dallo schiacciamento delle macerie e dalla mancanza di aria: per i medici legali, le morti sono arrivate nel giro di 30-60 minuti dal crollo dell’hotel Rigopiano. Troppo presto per permettere ai soccorsi di raggiungere Farindola: i primi soccorritori sono arrivati a Rigopiano a piedi sugli sci solo nella notte tra il 18 e il 19 gennaio. Ma, secondo le autopsie, quelle persone erano già morte da ore. Inoltre, dal momento dell’arrivo dei soccorritori al ritrovamento delle persone sotto un ammasso di oltre tre metri di neve, macerie e alberi, ci sono volute altre ore.
Dagli atti delle autopsie, emerge anche la storia più drammatica, quella di Paola Tomassini: Paola non è morta mercoledì 18 gennaio, ma è sopravvissuta per alcuni giorni, circa 40 ore, e ha tentato di inviare dei messaggi Whatsapp con richieste di aiuto. Paola ha inviato anche un saluto a tutti i suoi cari. E quei messaggi sono entrati nell’inchiesta: rappresentano la testimonianza che rafforza e aggrava le accuse ipotizzate dalla procura nei confronti di 6 indagati, rappresentanti di Provincia, Comune e direzione dell’albergo.
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