«Le cartelle vanno documentate» Equitalia battuta davanti al Tar

PESCARA . Ha ricevuto otto cartelle esattoriali, ma quando ha chiesto a Equitalia la copia degli atti sui quali si fonda il presunto debito non ha ottenuto i chiarimenti ai quali aveva diritto. A...
PESCARA . Ha ricevuto otto cartelle esattoriali, ma quando ha chiesto a Equitalia la copia degli atti sui quali si fonda il presunto debito non ha ottenuto i chiarimenti ai quali aveva diritto. A rimettere in ordine le cose, nell’eterna lotta tra Davide e Golia, ci ha pensato la sezione di Pescara del Tar Abruzzo, che ha ordinato al gigante Equitalia sud s.p.a., di provvedere entro trenta giorni dalla notifica della sentenza.
Una piccola, grande vittoria per G.T., difeso dall’avvocato Rossella Licursi, che ha citato a giudizio l’Ader (Agenzia delle entrate e riscossione), che dal primo luglio di quest’anno è subentrata a Equitalia. La società, si legge in atti, «è tenuta a consegnare le copie fedelmente riproduttive dei documenti originari, ove ancora esistenti e detenuti. In mancanza dovrà dare conto, a mezzo di propria certificazione della oggettiva impossibilità di consegnare le copie fedelmente riproduttive dei documenti originari». E nell’ipotesi in cui Equitalia o chi per lei non dovesse provvedere, il Tar ha già nominato un commissario ad acta, il direttore regionale dell’Agenzia delle entrate, che a sua volta ha altri 30 giorni di tempo per consegnare quanto richiesto.
I giudici hanno osservato che non può essere messo in dubbio l’interesse del contribuente ad accedere agli atti. Tra l’altro, trattandosi di atti relativi alla riscossione di imposte sul reddito, «il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notifica o l’avviso del ricevimento, ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione».
Nel confermare l’ammissione di “Davide” al beneficio dell’ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato, il Tar ha anche condannato «l’Ente intimato al rimborso in favore dell’Erario delle spese di giudizio che si liquidano in complessivi 1000 euro, oltre accessori di legge, nonché al rimborso del contributo unificato versato». Il Tar si riserva «di provvedere sull’eventuale compenso del commissario ad acta, da porre a carico di Equitalia Sud».
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