Le coltellate in piazza Sacro Cuore per una promessa non mantenuta

20 Giugno 2021

Sarebbe questa la versione che Mario Galdo ha riferito ai poliziotti che lo hanno preso subito dopo Ma la vittima, dimessa dall’ospedale, ribadisce: volevano il mio orologio. Ieri la convalida dell’arresto

PESCARA. È stato convalidato ieri mattina, dal gip Nicola Colantonio, l’arresto di Mario Galdo, il 51enne ritenuto il responsabile della violenta aggressione avvenuta mercoledì pomeriggio, in un palazzo della centralissima piazza Sacro Cuore. E sempre ieri mattina è stata invece dimesso dall’ospedale, dove era stato ricoverato con 60 giorni di prognosi, I.C. 57enne di Monza, il quale sarebbe stato colpito da Galdo e da un complice al collo con un taglierino.
Da quanto emerso, i due, aggressore e vittima, entrambi già noti alle forze dell’ordine, il primo per reati contro il patrimonio e un omicidio, e il secondo per reati finanziari, si conoscevano e anche bene, avendo trascorso un periodo di detenzione insieme in carcere. L’udienza di convalida si è svolta alla sola presenza del difensore di Galdo, l’avvocato Carlo Di Mascio, essendo il 51enne sottoposto come da prassi ad isolamento precauzionale Covid, al San Donato. Terminato il periodo di isolamento, sarà ascoltato dal gip, che ieri ha confermato la custodia in carcere.
L’accusa, per lui e per i suoi due complici indagati a piede libero, ossia la compagna di 50 anni, A.M., e un 63enne di Rancitelli, R.I., è al momento quella di tentata rapina aggravata e lesioni aggravate.
Stando a quanto riferito sin dai primi istanti dalla vittima, che in questo periodo stava beneficiando di un permesso premio, due persone, coperte in volto da mascherina e occhiali, lo avrebbero afferrato alle spalle mentre stava rientrando in casa, intimandogli di consegnare l’orologio che aveva al polso, un Patek Philippe da 20 mila euro e, di fronte al suo rifiuto, lo avrebbero colpito. Orologio di cui Galdo potrebbe essere venuto a conoscenza da lui in carcere.
Diversa, invece, la versione di Galdo resa agli inquirenti dopo la cattura da parte della squadra mobile, diretta da Dante Cosentino. Per il 51enne non ci sarebbe stato alcun tentativo di rapina. L’orologio non era il suo obiettivo. Alla base di tutto, una promessa di tipo economico non mantenuta. Galdo ha riferito che, durante il periodo passato insieme a San Donato, trovandosi lui in grosse difficoltà, ricevette dal 57enne la promessa che, una volta fuori, lo avrebbe aiutato, dandogli dei soldi. Ma questo non si sarebbe verificato. Usciti dal carcere, i due si erano dati anche un appuntamento a cui però la vittima non si sarebbe presentata. A questo punto, sapendo dove abitava, Galdo, è andato proprio nel palazzo di piazza Sacro Cuore. Sul pianerottolo sarebbe nata una discussione, culminata a suo dire con una colluttazione e quindi con il ferimento. A riconoscerlo, tramite le foto, e dunque ad incastrarlo, fra gli altri, un inquilino del palazzo. Versioni ora al vaglio della Mobile, che sta cercando di capire cosa sia effettivamente accaduto in quel palazzo. Un regolamento di conti? Un debito? Tutti elementi su cui sono in corso approfondimenti e che vittima e aggressore negano nella maniera più assoluta.