Le donne chiedono aiuto: una segnalazione al giorno

Da gennaio, 385 telefonate in Questura. Raddoppiate le denunce per stalking
PESCARA. Ogni giorno un caso, senza soluzione di continuità. Sono numeri da brivido quelli che raccontano delle liti in famiglia in cui è intervenuta la polizia. Dall’inizio dell’anno le telefonate alla sala operativa della questura per riportare la tranquillità in casa sono state 385, più di una al giorno, e di queste 29 casi sono stati classificati “a rischio” e sono entrati nell’applicativo “Scudo”, il che vuol dire che i dati più significativi (numero di telefono, indirizzo e targhe) sono visionabili dalle sale operative di tutta Italia, per consentire di agire subito, se l’allarme dovesse suonare di nuovo.
È solo uno dei dati forniti dal questore Luigi Liguori per lanciare un messaggio alle donne che subiscono violenze, dire che «siamo sempre a disposizione delle vittime, con i nostri specialisti, non solo per raccogliere le denunce ma anche per un consiglio, per sfogarsi, ogni giorno dell’anno. Qui c’è una sorta di “policlinico della sicurezza”», ha proseguito.
Sono i numeri forniti ieri a parlare in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si celebra oggi. I dati di polizia e carabinieri hanno il segno più, tra il 2020 e il 2021, in particolare per gli atti persecutori (stalking), che sono raddoppiati, passando da 73 a 165, in tutta la provincia, e a Pescara si è passati da 36 a 55. Un «incremento notevolissimo, allarmante», per Liguori, che ricollega le denunce alle «campagne sempre più pervasive». Anche le violenze sessuali sono aumentate da 6 a 12 nei 46 centri della provincia, da 3 a 6 nella città adriatica. La crescita ha riguardato pure i maltrattamenti in famiglia, che l’anno scorso erano 136 e quest’anno 144, nel pescarese, mentre in città erano 69, nel 2020, e quest’anno sono stati 75.
A fronte di un fenomeno che sembra diventare sempre più evidente e preoccupante, crescono anche i risultati delle forze di polizia, resi noti da Liguori, affiancato da Davide Zaccone, Gennaro Capasso e Gianluca Di Frischia alla guida rispettivamente di squadra volante, polizia Anticrimine e squadra mobile della questura, in campo per contrastare la violenza di genere e bloccare gli autori che «spesso non si rendono neppure conto di ciò che fanno».
Nel 2021 sono aumentati arresti e misure cautelari per tutti questi reati: per i maltrattamenti sono stati 74, di cui 38 in città, contro i 55 del 2020, di cui 34 in città, mentre per gli atti persecutori sono stati 61 contro i 51 del 2020 (in città il dato è rimasto di 28 casi l’anno), e per le violenze sessuali si è passati da 4 a 8, in provincia (2 violenze nel 2021 in città, una l’anno scorso). Un dato a parte è quello sugli ammonimenti del questore, «una specie di cartellino giallo per dire all’autore di condotta»: l’obiettivo di questo strumento è di far recedere lo stalker dai propri comportamenti ma è stato esteso anche ai casi di violenza domestica (che può essere fisica, psicologica ed economica). Può essere comminato anche d’ufficio, dopo l’intervento della pattuglia o la segnalazione di un vicino, e a seguito di querela per percosse o lesioni lievi.
Da gennaio sono state presentate 30 istanze di ammonimento, di cui 21 accolte e 9 archiviate, mentre l’anno scorso ne erano state presentate 19. E anche qui c’è un segno più.
Tutti temi che saranno approfonditi oggi a piazza Salotto: dalle 9 alle 13, studenti e cittadini incontreranno gli esperti del “Camper rosa” della polizia.
Il comando provinciale dei carabinieri, agli ordini del colonnello Riccardo Barbera, fa notare che «l’odioso fenomeno» della violenza sulle donne «è tuttora presente. E l’unica speranza per le vittime di affrancarsi dalla sofferenza è quella di denunciare, consentendo alle forze di polizia e alla magistratura di fare il proprio lavoro, individuando i responsabili». Lo dicono anche in questo caso gli episodi per i quali si sono attivati i militari, quest’anno: 64 maltrattamenti contro familiari o conviventi, 20 violazioni degli obblighi di assistenza familiare, 16 atti persecutori e 7 violenze sessuali. Per accogliere adeguatamente le vittime quando vanno a sporgere denuncia, è stata creata una sala apposita, a Montesilvano.

