Le donne del rione: basta telecamere dateci fogne e servizi

28 Settembre 2019

PESCARA. «Non siamo fenomeni da baraccone o animali in uno zoo, da filmare e fotografare. C’è anche gente perbene al Ferro di cavallo. Abbiamo solo chiesto alla troupe di Vittorio Brumotti di...

PESCARA. «Non siamo fenomeni da baraccone o animali in uno zoo, da filmare e fotografare. C’è anche gente perbene al Ferro di cavallo. Abbiamo solo chiesto alla troupe di Vittorio Brumotti di toglierci le telecamere dalla faccia, lo abbiamo chiesto con gentilezza. Questa storia, che ci riporta alla ribalta nazionale come successo a febbraio con la troupe di Rai2, getterà ancora fango sul nostro quartiere».
All’indomani del raid dell’inviato di Striscia la notizia nel rione dello spaccio e dell’abusivismo, parlano due donne (una è rom) di Rancitelli, «in rappresentanza», dicono, della comunità del Ferro di cavallo. Si rivolgono al Centro per chiedere che vengano «spenti i riflettori» sull’area più calda sul fronte della microcriminalità. «Da noi il degrado non è solo creato da chi non rispetta le regole, ma soprattutto perché le istituzioni, Ater e Comune, non ci aiutano. Basterebbe la pulizia delle strade, dei marciapiedi e dei tombini, le luci funzionanti e lavoro per i nostri giovani, per risollevarci e non essere più additati come cattivi».
Difendono «l'onore di Rancitelli» dopo i momenti di tensione registrati giovedì pomeriggio durante l'incursione di Brumotti arrivato, intorno alle 14, per documentare il degrado nel rione dove vivono oltre 200 famiglie. Prima degli spintoni, calci, insulti, immortalati dalle telecamere del noto tg satirico di Canale 5, «il clima era gioioso e di festa, tanto che i nostri bambini hanno giocato a pallone, scorazzato in bicicletta e fatto selfie con Brumotti».
Poi, la situazione è precipitata quando «un ragazzo che non è neppure del Ferro ha chiesto alla troupe di abbassare le telecamere». Da quel momento la situazione è andata fuori controllo e la gente si è riversata dalla piazza del rione in via Tavo», dove si sono svolte le contestazioni. «Ma nessuno ha toccato nessuno», precisano le due residenti,«ci ha fatto innervosire l’invadenza del cronista che, dopo aver perso la telecamera, continuava a filmare col telefonino». (c.co.)