Le epidemie di 100 anni fa in mostra all’Archivio di Stato

11 Ottobre 2020

Oggi l’esposizione straordinaria e gratuita in occasione della Domenica di carta  Foto e documenti storici raccontano colera, peste e altre emergenze sanitarie

PESCARA. Diciotto agosto 1909. Un'ordinanza sindacale del Comune di Castellamare Adriatico impone il rispetto dei regolamenti di pulizia urbana allo scopo di evitare «il pericolo di malattie infettive» e «richiama l'attenzione del pubblico sulla necessità di premunirsi contro le più comuni cause che possano nuocere alla salubrità».
DECALOGO ANTI INFEZIONE Il decalogo anti infezioni comincia dalla «nettezza» di case, cortili, stalle, fino alla corretta conservazione di carni, frutta e pesce. L'anno seguente, il 12 agosto 1910, il sindaco Mezzopreti invita attraverso un avviso i suoi cittadini a «coadiuvare colla buona volontà gli sforzi dell'amministrazione attenendosi a quanto rigorosamente prescritto dal regolamento d'igiene», perché «specialmente ora, si rende più necessario difendersi dalla eventuale diffusione di malattie infettive». Sono più che attuali gli strumenti utilizzati più di 100 anni fa dagli amministratori della Pescara antica per contrastare le infezioni. APRE L’ARCHIVIO DI STATO I due documenti, insieme a tanti altri, sono conservati nell'archivio di Stato di Pescara e oggi saranno esposti al pubblico.
L'istituzione pescarese, con sede in via Cesare De Titta, nel cortile dell'Aurum, aderisce con un'apertura straordinaria alla “Domenica di carta”, il progetto nazionale del Mibact che quest'anno insieme alla direzione generale degli archivi, ha voluto diffondere la conoscenza della memoria conservata negli archivi sulle emergenze sanitarie del passato. L'archivio pescarese, diretto da Maria Amicarelli, ha raccolto i documenti più significativi che riguardano la salute pubblica, la storia della medicina, le epidemie, le misure di contenimento, le reazioni della popolazione, i rimedi sanitari.
REGISTRI E SANIFICAZIONI Attraverso foto e registri originali, viene fuori una narrazione sorprendentemente attuale. Spiccano tra le antiche carte che verranno esposte, la certificazione di avvenuta sanificazione della scuola di Borgomarino e l'elenco delle persone colpite da malaria. Attraverso un ordinatissimo registro, il Comune di Castellamare, tra l'aprile e il maggio 1909, teneva sotto controllo le quantità di chinino (composto naturale con proprietà antimalariche, antipiretiche e analgesiche) distribuite a operai e coloni delle zone malariche.
LE IMMAGINI DEL COLERA Inevitabile l'associazione mentale ed emotiva con le numerose bare allineate a Brescia trasportate dalla interminabile fila dei camion dell'esercito, quando si osserva una foto che risale al 1855 e ritrae le procedure di sepoltura, nelle bare di legno, una a fianco all'altra, dei morti di colera a Città Sant'Angelo. «A distanza di più di un secolo», commenta la direttrice dell'Archivio pescarese, Amicarelli, «ci ritroviamo nelle medesime condizioni di allora. Ci auguriamo di uscirne quanto prima in modo da vedere immagini di persone serene e non di così tanta sofferenza».
GLI ALTRI DOCUMENTI In esposizione anche tanti altri documenti sulle epidemie dell'anno 1898 e del 1914; sul colera del 1911; i documenti degli ufficiali sanitari del 1897; gli elenchi del servizio sanitario del 1901; le vaccinazioni e cure antirabbiche del 1911; documenti dei lazzaretti dello stesso anno e infine la nomina delle guardie sanitarie tra il 1884 e il 1886.
La mostra, il cui ingresso è gratuito, sarà visitabile dalle 8,30 alle 12,30, previa prenotazione. Per info: mail as-pe@beniculturali.it - as-pe.comunicazione@beniculturali.it; 085 4549724.