Le estetiste: investimenti da avvio attività

14 Maggio 2020

Acquisti di dispositivi e poca liquidità, le operatrici del settore ripartono come se fossero all’inizio

PESCARA. Con l’ordinanza 56, la Regione ha dato il via libera alla riapertura dei centri estetici a partire da lunedì prossimo. Atto suffragato dalla decisione governativa di lunedì sera. Le misure da seguire sono le stesse dei parrucchieri, alle quali vanno aggiunti accorgimenti in più. A cominciare dall’utilizzo di soprascarpe monouso, camici e teli usa e getta, ultrasanificazioni di lettini e cabine. Tra un utente e un altro deve essere garantito un tempo di almeno 20 minuti per consentire sanificazione e ventilazione di ambienti e strumenti. C’è poi la sterilizzazione degli attrezzi e l’utilizzo, da parte degli operatori, di guanti e mascherine, ma anche visiere per i contatti più ravvicinati.
Per ripartire le estetiste hanno dovuto sostenere spese non indifferenti a fronte di incassi pari a zero per oltre due mesi, e l’assenza di liquidità è un problema che attanaglia molte realtà.
«Ho ricevuto dallo Stato solo 600 euro», commenta Velia Marino Sparano, del centro estetico di via Sele a Montesilvano, «quindi, il problema principale è stata la mancanza di liquidità per i costi fissi e le sanificazioni. In più per i dispositivi di protezione mi sono dovuta rivolgere alla grande distribuzione, perché molti fornitori non hanno ancora riaperto».
«Essendo sola, ho sempre lavorato su appuntamento e una cliente per volta, e ho sempre lasciato un margine di tempo tra una persona e un’altra per risistemare la cabina». Parla di vero e proprio investimento in vista della riapertura, Cinzia Delvecchio del centro estetico Fisiocenter. «Già prima dell’emergenza seguivamo protocolli rigidi con impianti di pulizia in autoclave, sanificatori antibatterici, prodotti antisettici. Per limitare un po’ l’eccessivo utilizzo di plastica, mi sto dotando di un tappetino sanificante all’ingresso. Ho eliminato tutti i prodotti esposti nel centro estetico e i giornali. A breve comincerò a contattare le mie clienti per riprogrammare gli appuntamenti e per spiegare loro anche gli accorgimenti da utilizzare prima di venire nel centro. Ritengo però sia necessario un vademecum più certo su tutte le disposizioni da osservare, perché al momento ciascuno di noi si sta organizzando a sua discrezione».
Pur avendo a disposizione 13 cabine per 5 operatrici, Francesca Zafenza di Sunshine ha optato per una turnazione del personale, così da evitare assembramenti.
«Il centro estetico è grande, ma dovremo diluire gli appuntamenti per impedire ogni possibile incrocio tra i clienti. Abbiamo cominciato a fissare i primi, ma i dispositivi da acquistare sono molti e i costi sono alti. Riaprire adesso è come ripartire da capo, tra pannelli in plexiglass, guanti, mascherine e visiere per le operatrici, il termoscanner per la misurazione della temperatura anche ai clienti e tutti quei dispositivi monouso».(m.pa.)
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