Le false promesse dei politici smentite dai tecnici
MONTESILVANO. Dalle parole fredde dei tecnici del Comune di Pescara – «La struttura edilizia è ormai oggetto di consistente degrado ambientale e funzionale» – alle promesse impossibili dei politici,...
MONTESILVANO. Dalle parole fredde dei tecnici del Comune di Pescara – «La struttura edilizia è ormai oggetto di consistente degrado ambientale e funzionale» – alle promesse impossibili dei politici, a partire da un accordo da 6 milioni di euro con i privati. La realtà del palazzo di via Lazio 61 è quella raccontata dai verbali e vissuta tutti i giorni dai residenti che, ormai, si sono abituati e assuefatti al degrado che comincia nel cortile e prosegue fino al settimo piano, sempre a piedi perché i due ascensori sono rotti. A questi residenti, invece, la politica ha venduto solo illusioni: l’ultima perla è dell’amministrazione di Pasquale Cordoma che, nel 2009, ha messo nel piano triennale delle opere pubbliche 6 milioni di euro per acquistare l’immobile e cambiargli faccia. Peccato che quei soldi fossero finti, come al Monopoli, e che il privato intenzionato a investirli non sia mai esistito: un esempio da manuale di libro dei sogni. L’amministrazione Cordoma ha avviato anche trattative con la giunta di Luigi Albore Mascia, a Pescara, per acquistare la struttura ma, al di là degli annunci, l’accordo non è mai stato cercato.
Dal fumo della politica alla verità dei tecnici: «Il complesso edilizio necessita di interventi manutentivi assai onerosi e molto spesso inefficaci», scrive in una relazione del 2011 il dirigente Tommaso Vespasiano, «giacché sia gli appartamenti che le parti comuni sono oggetto di atti vandalici per cui il degrado peggiora quotidianamente tanto che negli ultimi tempi si sta evitando di fare ulteriori assegnazioni in quanto gli immobili presentano carenze igieniche, strutturali e funzionali documentate». E poi un immobile di Pescara a Montesilvano: «Per non parlare poi delle notevoli difficoltà gestionali derivanti dall’ubicazione dell’immobile fuori dal territorio comunale che spesso crea difficoltà nel capire se la competenza a emettere i provvedimenti faccia capo al Comune di Pescara, comproprietario dell’immobile, o a quello di Montesilvano, competente per territorio». (p.l.)
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