Le famiglie di Montesilvano salvano i bimbi del Congo

25 Ottobre 2016

Sempre più volontari aiutano l’orfanotrofio dell’associazione Progetto Incontro L’appello di Ravanesi: «Con 10 euro al mese assicuriamo il sostegno a scuola»

MONTESILVANO. Una generosità senza confini e senza steccati parte da Montesilvano per arrivare fino alla Repubblica democratica del Congo. È questa una bella pagina di storia che tanti montesilvanesi scrivono, ogni giorno con i propri piccoli o grandi sacrifici, in favore dei 56 ospiti di un orfanotrofio realizzato a Goma, la parte nord del Congo. Con il metodo delle adozioni a distanza, l’associazione Progetto Incontro della parrocchia di San Giovanni Bosco, grazie anche all’aiuto in loco dei padri Caracciolini, ha messo su una bellissima realtà di solidarietà in favore di tanti bambini e adolescenti senza famiglia o in situazioni di estrema povertà.

Così, per molti che arrivano in città per sfuggire alla guerra e alla fame, altri che partono da Montesilvano per l’Africa per portare solidarietà, sostegno, aiuto concreto in terre martoriate dalla guerra e dall’indigenza. Decine di famiglie, ogni giorno, salvano i bambini del Congo. Come ci ha illustrato Vittorio Ravanesi, responsabile per l’Africa dell’associazione Progetto Incontro, «ogni anno alcuni dei nostri volontari partono per il Congo per seguire tutti quei progetti che i montesilvanesi sostengono a distanza. Chi fa questo viaggio, una volta conosciuta la realtà africana, quando si respirano i suoi profumi, si vedono i suoi colori, ci si riempie delle sue musiche e dei sorrisi dei suoi bimbi, spesso si becca il mal d’Africa e non si può che continuare l’opera intrapresa con un cuore gonfio di felicità». È la magia della solidarietà: fa bene a chi la riceve ma anche a chi la fa.

«Sono tante le famiglie che si prodigano per i bambini che noi assistiamo», afferma il parroco don Giampietro Pittarello, «e non solo della nostra parrocchia ma anche di altre presenti sul territorio quali ad esempio quella di San Raffaele su via Vestina».

«Contribuire alla missione in Africa è semplice», prosegue Ravanesi. Si può sostenere a distanza un bambino orfano con 25 euro mensili mentre per il semplice sostegno scolastico bastano anche solo 10 euro mensili. «Il nostro lavoro si concentra sull’educazione scolastica e pre-scolastica, la salute, la nutrizione e la protezione da sfruttamenti e abusi. Con il sostegno a distanza, il benefattore contribuisce a migliorare la vita di un bambino e della comunità in cui vive aiutandoci ad assicurare anche cure mediche, acqua potabile, cibo e istruzione». Tutte le azioni di solidarietà compiute e i lavori effettuati sono documentati e visibili sul sito Internet www.assincontro.it dove, spiega don Giampietro, «vogliamo aiutare a far vincere la diffidenza di quanti nutrono dubbi sull’esito degli aiuti economici offerti».

Tra gli obiettivi di Progetto Incontro c’è anche la realizzazione di un centro sanitario che, grazie all’aiuto della Caritas diocesana e di tanti benefattori, è in costruzione in più lotti a Kasave, un villaggio ad un’ora di strada da Nyamilima, dove è già stato realizzato un poliambulatorio ed il reparto maternità mentre a breve si realizzerà una struttura di accoglienza.

«In fondo», conclude Ravanesi, «con la nostra associazione siamo i portavoce di tante persone che sentono un forte senso di fraternità e che non fanno altro che dare un po’ del proprio sapendo che siamo tutti parte di una stessa storia».

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