Le file agli sportelli sono cresciute del 59%

5 Marzo 2019

Lo studio Cgia di Mestre: in Abruzzo più persone in coda ai Cup delle Asl e per i certificati in Comune

PESCARA . È aumentato del 59% il numero degli abruzzesi che negli ultimi 20 anni hanno atteso più di venti minuti davanti a uno sportello della pubblica amministrazione. Ad analizzare il fenomeno è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, sulla base di dati Istat. Uno scenario paradossale, soprattutto considerando che con le nuove tecnologie digitale molte pratiche possono essere sbrigate dal computer di casa, o anche dallo smartphone.
Rispetto a 20 anni fa, in Abruzzo, la coda davanti agli sportelli delle Asl è idealmente aumentata di 19 persone (dato sovrapponibile alla media italiana); la coda che ci troviamo di fronte quando ci rechiamo all’ufficio anagrafe del nostro Comune di residenza, invece, è cresciuta di 13 persone.
«A pagare il conto di queste inefficienze», dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo, «non sono solo i cittadini, ma anche molti micro imprenditori. Ricordo che oltre il 70% dei 3 milioni di artigiani e commercianti presenti in Italia lavora da solo. Pertanto, quando un autonomo si deve recare in un ufficio pubblico che, spesso, è aperto solo al mattino, è costretto ad abbassare la saracinesca della propria attività e a mettersi in fila. Crediamo che molti uffici pubblici che hanno un rapporto diretto con il cittadino dovrebbero, tuttavia, organizzarsi in funzione di quest’ultimo e non in relazione alle esigenze di coloro che lo gestiscono. In particolar modo al Sud, dove l’efficienza della nostra Pubblica amministrazione è spaventosamente insufficiente».
I risultati dello studio sono impietosi e dimostrano che la capacità di risposta di alcuni front office pubblici è lentissima. A livello territoriale le situazioni più difficili si registrano nel Centrosud. Gli sportelli delle Asl dove i tempi d’attesa più lunghi si trovano in Calabria, Basilicata e Puglia. Le attese in coda agli uffici anagrafe, invece, si sono fatte sentire in particolar modo nei Comuni ubicati nel Lazio, in Sicilia e in Puglia. dell’Ufficio studi della Cgia su dati della Banca Mondiale (Doing Business 2019), emerge che nel nostro Paese sono necessari 228 giorni per ottenere tutti i permessi, certificati e pratiche necessari per costruire un fabbricato a uso produttivo, contro i 186 della media dell’Area Euro. In buona sostanza in Italia sono necessari mediamente 42 giorni in più. (a.bag.)