Le lacrime della sorella: «Non si può morire così»

Il dolore di Valeria Maiori Caratella: «Ditemi che non è vero, una famiglia distrutta» I sindaci di Miglianico e Francavilla: Eliana una donna solare, viveva per i suoi figli
MIGLIANICO. «Ditemi che non è vero, non si può morire così. È stata distrutta una famiglia». Nelle poche parole pronunciate da Valeria, sorella di Eliana Maiori Caratella, c’è la sintesi di una tragedia. La 41enne, infatti, viveva per i suoi figli, due splendidi bambini di 9 e 11 anni. Il suo matrimonio era naufragato già da qualche tempo e aveva ricominciato da capo la sua vita sentimentale con un nuovo compagno.
«I servizi sociali del Comune», ha raccontato il sindaco di Miglianico, Fabio Adezio, «avevano sentito più volte la vittima di questo insensato omicidio, cercando di stare vicino alle difficoltà di una mamma di famiglia alle prese con una situazione particolare della propria vita affettiva». Il baricentro della sua vita erano i suoi figli, con cui condivideva vacanze e gite fuori porta, come testimoniano le foto sul profilo Instagram di Eliana Maiori Caratella: i due bimbi compaiono ovunque, sorridenti e felici, accanto alle tante passioni della donna, dalle passeggiate di salute in bicicletta al trekking in montagna.
«Quando accadono queste tragedie», prosegue il primo cittadino di Miglianico, «ognuno di noi sente di non aver fatto abbastanza per chi si è trovato a soccombere di fronte ad un gesto insensato e incomprensibile, che non aveva avuto alcun segno premonitore». Eliana era molto conosciuta a Miglianico (dove viveva da qualche anno), a Francavilla (dove viveva parte della sua famiglia d’origine) e anche a Pescara, dove la donna lavorava.
Chi la conosceva la descrive come una persona sempre sorridente, estroversa e molto disponibile. «Viveva per i suoi figli, li amava immensamente». E ora il pensiero di amici e parenti è rivolto proprio ai due bimbi: la loro scuola di Miglianico ha fermato le recite e gli appuntamenti previsti per il Natale, in segno di vicinanza e lutto. Mentre amici e parenti promettono che «continueremo a stargli vicino in questo momento così delicato», sottolineano alcuni membri del gruppo scout frequentato dai due figli di Eliana.
«Anche la nostra comunità è sconvolta», sottolinea il sindaco di Francavilla al Mare, Luisa Russo, «Eliana era una ragazza molto conosciuta e benvoluta. Ai figli andrà spiegato quello che è accaduto con un peso sul cuore che non possiamo neanche immaginare».
Questa tragedia ha riportato a galla la necessità di intervenire su diversi canali per arginare l’aumento dei femminicidi. «Non è sufficiente agire sul piano normativo», spiega il sindaco Russo, «occorre portare un cambiamento di mentalità e partire dalle scuole, raggiungere i ragazzi e le ragazze. Occorre poi accogliere le vittime, dare loro ogni tipo di supporto affinché abbiano il coraggio di denunciare».
Su questo tema si è espressa anche Marielisa Serone D’Alò, responsabile delle politiche per la parità e i diritti del Partito democratico abruzzese: «Non possiamo che restare sgomenti attorno all’orrore che si è consumato a Miglianico. Ci stringiamo al dolore che ha colpito i figli e la famiglia della donna», conclude Serone D’Alò, «che non ci lascia indifferenti e che per noi rappresenta un monito per proseguire la lotta contro la violenza sulle donne».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

