Le liti tra i leader ci hanno danneggiato
È stata una brutta sconfitta a L'Aquila, Avezzano, Ortona. Il ballottaggio in Abruzzo si chiude con una battuta d'arresto per il centrosinistra. Mi addolora in particolare il risultato dell'Aquila,...
È stata una brutta sconfitta a L'Aquila, Avezzano, Ortona. Il ballottaggio in Abruzzo si chiude con una battuta d'arresto per il centrosinistra. Mi addolora in particolare il risultato dell'Aquila, dove si ribalta il risultato positivo e straordinario del primo turno. Siamo arrivati a sfiorare e superare il 50% per poche centinaia di voti. Dobbiamo capire come si è determinata questa debacle, quali sono stati gli errori. E' necessaria una analisi spietata. Per ripartire sapendoci guardare negli occhi, ascoltandoci. Americo Di Benedetto ha stravinto le primarie ed ha lavorato con passione e con la concretezza di un progetto forte, che non deve andare disperso.
Le ragioni di questo risultato negativo sono molteplici. In parte hanno pesato alcune criticità nazionali, dal referendum costituzionale in poi e le divisioni, anche in questi giorni di pre-ballottaggio, tra i leader nazionali, proprio mentre noi sperimentavamo una nuova unità in una coalizione ampia ed innovativa.
Il centrodestra con Biondi invece cavalcava la protesta, con una campagna elettorale dai toni accesi, a volte ai limiti dell'insulto. Un’aggressività ostile, contro il fair play di Americo che proponeva uno stile diverso, più pacato, più ragionato. Abbiamo sfiorato la vittoria al primo turno, in troppi hanno ritenuto che la vittoria fosse già conseguita. Io ero preoccupata e ho anche manifestato questi mie sensazioni per rafforzare la mobilitazione. Ma è in questi ultimi giorni che si è giocata la partita, e la strategica scesa in campo di Berlusconi su numerose testate, era un preciso allarme. Berlusconi ha tirato la volata. Mentre i nostri leader nazionali a Roma continuavano a litigare. I numeri usciti dalle urne fanno pensare ad una convergenza abbastanza larga da parte di elettori degli altri candidati sindaci per Pierluigi Biondi. Negli ultimi quindici giorni si è interrotto un circuito virtuoso, domenica sono mancati i voti. L'energia del primo turno si è affievolita, in troppi hanno abbassato la guardia, sottovalutandone le conseguenze, alcuni candidati addirittura si dichiaravano per Biondi sui social, mentre il centrodestra sfruttava il vento nazionale favorevole e la voglia di rimonta. Sto studiando i risultati del voto, sezione per sezione, per capire punti di debolezza e punti di forza. Di entrambi bisogna tenere conto per ripartire, rafforzando il Pd e l'intera coalizione che poteva determinare un laboratorio politico importante di carattere nazionale. Quanto messo insieme al primo turno, non ha saputo reggere e serrare i ranghi per lo sprint finale. Il popolo del Pd e del centrosinistra in pochi mesi a L'Aquila è stato sottoposto a ben 6 chiamate alle “armi”: il referendum, le primarie per il Pd in due fasi, le primarie per il candidato sindaco, il primo turno e poi il ballottaggio. La nostra gente ha partecipato a tutti gli appuntamenti, ma l’attenzione è scesa in parte proprio all'ultimo appuntamento, quello più importante del ballottaggio. Per sottovalutazione “tanto si vince” o per qualche male di pancia devastante. In questi anni il lavoro che abbiamo portato avanti per L'Aquila e la ricostruzione è stato importante e i risultati sono stati molti. I governi Renzi e Gentiloni hanno fatto moltissimo ed io sono orgogliosa delle tante cose portate a casa per la mia gente. L'amministrazione Cialente, lascia parecchie ed importanti eredità. Non lasceremo che nulla si disperda. E mentre auguro Buon lavoro al sindaco ed a tutto il consiglio comunale, penso che possiamo anche da questa terribile esperienza ritrovare ragioni solide per stare insieme partendo dai problemi delle persone, quelle in carne ed ossa che in campagna elettorale ci chiedevano di mettere le mani nei problemi del paese.
*Senatrice del Partito democratico

