LE MILLE VARIANTI DEL BRODETTO IN 130 KM DI COSTA

PER “ARTE IN CENTRO” INCONTRO A PESCARA SULLA STORIA E CULTURA DEL PIATTO E COOKING SHOW
PESCARA. Da Vasto alla costa teramana, passando per Pescara seguendo il filo rosso del brodetto, o zuppa, di pesce. Luoghi, costumi, cultura e tradizioni. E il viaggio tra le varie versioni del piatto – nato povero e diventato simbolo della cucina marinara dell'Adriatico – diventa motivo di riflessione delle liaisons tra luoghi, geografia e cultura. Che la gastronomia faccia il paio con l'arte e la cultura non è novità. Un piatto, attraverso la sua storia, racconta un popolo e il suo territorio: «Diffondere la cultura enogastronomica, in questo caso abruzzese, significa preservare il prezioso patrimonio rappresentato dalle ricette tradizionali».
Con questo spirito la scuola di cucina ReD diretta da Gianfranco Nocilla a San Vito Chietino, dà appuntamento domani sera, dalle19.30, sotto i portici di piazza Salotto a Pescara (pressi dell'Elefante) al cooking show di Ermanno Di Paolo dedicato al brodetto. L'incontro è organizzato nell'ambito di “Arte in Centro", primo network che riunisce nel segno della cultura contemporanea borghi e città d’Abruzzo e Marche, con il sostegno di Associazione arte contemporanea Picena, Naca Arte, le fondazioni Fortezza Abruzzo, Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, Aria, Musei Civici di Loreto Aprutino. Il cooking show di Di Paolo, chef custode della tradizione abruzzese e docente alla Red, sarà allestito accanto al palco dei relatori e aperto al pubblico. Si parlerà del brodetto di pesce e della sua trasformazione lungo i 130 km di costa abruzzese, di ingredienti, usi, costumi e ricette locali. Verranno preparate due varianti del piatto, affidate alla valutazione della stampa locale. Ma prima, in apertura di serata, un intervento dell'artista Luca Vitone e del filosofo Gianni Garrera sul legame tra luoghi, geografia e cultura.
Il valore emblematico del lavoro è al centro della mostra "Vita Activa. Figure del lavoro nell’arte contemporanea", parte integrante del progetto Arte in Centro e allestita fino al 12 settembre a Palazzotto Albanese (in via Fabrizi a Pescara), curatore Simone Ciglia. L'esposizione affronta il tema del lavoro nelle produzioni artistiche più recenti nelle arti visive: pittura, scultura, fotografia, video, installazione, design. Fa da fil rouge il pensiero filosofico della tedesca Hannah Arendt, che sin dal 1958 si interrogava sulla questione del lavoro nello scritto "The Human Condition". In "Vita Activa" Ciglia presenta i nomi di artisti illustri del XX e XXI secolo che testimoniano il loro legame con il mondo del lavoro e con il territorio abruzzese: Gianfranco Baruchello, Joseph Beuys, Cao Fei, Harun Farocki, Matteo Fato, Liam Gillick, Armin Linke, Bruno Munari, Teofilo Patini, Paride Petrei e Santiago Sierra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

