«Le Naiadi riapriranno al più presto, siamo già dentro a lavorare»

Il presidente del Club Aquatico ha accettato la gestione provvisoria: «Da 7 anni portiamo avanti la Provinciale, altro impianto pubblico»
PESCARA. Nessun giallo sulla riapertura delle Naiadi: «le piscine riapriranno a breve, nel minor tempo possibile». Lo assicura Riccardo Fustinoni, il presidente del Club Aquatico che con la sua società sportiva ha accettato dalla Regione, per quattro mesi, l’affidamento d’urgenza dell’impianto rimasto dal 31 agosto senza gestore. Un incarico affidato per prendere tempo, rispetto al bando per la gestione ventennale che scade il 18 settembre (già andato deserto a fine luglio), ma contestato nei giorni scorsi dai consiglieri regionali e comunali del Pd a causa, a loro dire di «irregolarità» di cui hanno chiesto conto al dirigente del settore politiche Turistiche e sportive della Regione, in commissione di vigilanza.
Le irregolarità indicate dal Pd riguarderebbero l’assegnazione dell’incarico al Club, avvenuto senza gara, e l’affidamento stesso ad opera dell’Aeracom, l’agenzia per la committenza che, secondo il centrosinistra, non è autorizzato all’affidamento diretto ma solo a redigere il bando di gara. Questioni sulle quali il Pd è pronto ad andare avanti, nella convinzione che almeno per ora le Naiadi non riapriranno, ma che non sembrano inficiare in alcun modo la soluzione individuata dalla Regione.
Fustinoni, che ne pensa? Riaprono o no Le Naiadi?
«Siamo stati coinvolti dalla Regione per riaprire l’impianto. Ci siamo messi a disposizione con spirito di servizio, con la volontà di dare continuità all’impianto, agli atleti, alle associazioni e a tutti gli utenti. Riapriranno, certo».
Il Pd dice che la convenzione tra voi e la Regione non è stata firmata.
«Solitamente non entro in polemiche politiche che non sono mie, ma in questo caso sono costretto. E mi limito a dire che fino a ieri ci si lamentava perché non c’erano soluzioni per Le Naiadi, mentre oggi ci si lamenta perché la quadra è stata trovata. Mi sembra a dir poco un’anomalia, se non un’incoerenza evidente, e non ne vedo il motivo: bella o brutta che sia, oggi la soluzione c’è».
Quindi, che tempi prevede?
«Abbiamo avuto le chiavi venerdì mattina, ieri e oggi (sabato e domenica ndr) siamo dentro per fare una ricognizione, e da domani (oggi ndr) entriamo con le ditte che inizieranno a rimettere in sesto l’impianto, lasciato in uno stato disastroso».
Cioé, come?
«Intanto a livello di vegetazione è una giungla, c’è un’incuria di almeno sei mesi. Poi anche dentro. Dico solo che sono state smontate e portate via perfino le aste delle docce, sono rimasti i buchi, hanno tolto tutto. L’inventario di quello che manca l’ha già fatto la Regione, noi dobbiamo verificare se c’è dell’altro. Per questo da domani (oggi ndr) entriamo con le ditte per mettere in condizione l’impianto di riaprire al più presto».
Ci dia una data, quando?
«Saremo veloci. Tutto dipende dai tempi per il riallaccio delle utenze. Ma è una cosa che si risolve».
A proposito di allacci, ci può dire quali sono i termini dell’accordo con la Regione? Accollarsi un impianto del genere non è una cosa da poco.
«Posso dire che è stata trovata una soluzione equilibrata, in maniera che per noi sia una gestione sostenibile e che permette di risolvere il problema per i prossimi quattro mesi».
La Regione paga le bollette?
«Non è così. Abbiamo dei costi mensili. E aggiungo con questo che per noi un po’ di rischio c’è. Prima di accettare ci abbiamo pensato e ripensato. E alla fine ci siamo sentiti in dovere di assumerci qualche rischio per i nostri associati e per tutti gli altri. Forse i politici dovrebbero pensare ai ragazzi che devono fare le attività sportive, più che agli appuntamenti elettorali. Anzi, a tal proposito voglio rispondere alle accuse velate che sono state fatte al Club Aquatico, secondo cui avremmo in atto delle contestazioni, motivo per cui ci sarebbe l’impossibilità a fare contratti con la Regione, come se noi fossimo un soggetto inadempiente. Bene, preciso che è tutto falso e che di questi aspetti se ne occuperà il nostro legale. Il Club Aquatico è una società sana, con 18 anni di attività continua, che investe nelle risorse umane come attesta il recente ingaggio dell’allenatore di fama internazionale Yiannis Giannouris (ex capo allenatore della nazionale greca maschile ndr). E poi chi contesta, evidentemente non sa che siamo l’unica società che dal 2016 gestisce con risorse private una struttura pubblica, la piscina provinciale, con regolarità e soddisfazione da parte dell’utenza e della committenza, dopo aver fatto un investimento di oltre 300mila euro nei primi mesi di attività».
Sì, ma Le Naiadi non sono la Provinciale.
«Ma noi abbiamo la forza economica per entrare e farle ripartire. Non è assolutamente facile, ma dobbiamo fare quattro mesi e siamo sicuri che le aspettative dell’utenza saranno ripagate in maniera sorprendente».
C’è in ballo anche il futuro dei lavoratori, attualmente senza contratto.
«Questo fine settimana li incontreremo e troveremo con loro delle soluzioni. Per quattro mesi non può esserci un piano industriale, ma di certo sono forze necessarie per riavviare l’impianto insieme alle nostre forze interne che utilizzeremo. Sarà una gestione in economia».
Torniamo alla riapertura, quando?
«Oggi non mi sento di dare delle date, ma ci saranno sorprese in termini positivi. Nei prossimi giorni apriremo l’Infopoint per gli abbonamenti. E l’impianto ripartirà nel minor tempo possibile».
Ne è sicuro?
«Ne sono certo. Non ci sarà alcun problema. Avverrà tutto in maniera lineare e molto semplice».
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