Le nuove frontiere della fisica nei Laboratori

23 Giugno 2020

Segnali anomali, derivanti con molta probabilità da una fluttuazione statistica o da un'impurità imprevista dei materiali, sono stati registrati nell'esperimento Xenon, in corso nei Laboratori di...

Segnali anomali, derivanti con molta probabilità da una fluttuazione statistica o da un'impurità imprevista dei materiali, sono stati registrati nell'esperimento Xenon, in corso nei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso. Un numero di segnali superiore a quanto stimato, che potrebbe aprire nuovi capitoli nella fisica. «Potrebbe essere il segnale dell'esistenza di nuove particelle, oppure potrebbe coinvolgere nuove proprietà dei neutrini, che ci porterebbero oltre il modello standard della fisica», dichiara Elena Aprile, docente della Columbia University, a capo della collaborazione Xenon, a cui lavorano 163 scienziati di tutto il mondo. «Per comprendere meglio la natura di questo segnale sarà determinante il potenziamento del rivelatore Xenon 1 T», spiega Marco Selvi, responsabile nazionale Infn dell'esperimento. Il rivelatore Xenon 1 T, in funzione dal 2016, fa parte di uno degli esperimenti di punta nella ricerca diretta della materia oscura. Contiene 3,2 tonnellate di xeno (un gas nobile) liquido ultra puro. Quando una particella interagisce con lo xeno genera un segnale luminoso. Xenon 1 T ha osservato, tra febbraio 2017 e febbraio 2018, 285 segnali legati alla liberazione di alcuni elettroni. In precedenza, gli scienziati avevano calcolato, in modo preciso, 232 eventi in un anno, esattamente il numero atteso.(m.p.)