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PESCARA. Bruno Vespa ha scritto e scrive tanto di vino. Non avrebbe mai pensato, però, di diventare un produttore, un “vignaiolo per passione” come recita il claim del brand “Vespa”, quello dei suoi vini.
Se la scelta di giocare sul proprio nome per battezzare questa linea è stata incoraggiata da un intraprendente importatore norvegese che autonomamente lo ha utilizzato per vendere le confezioni speciali dei vini di Vespa, il marchio lo si deve a Marcello Zaccagnini, il vignaiolo di Bolognano che assieme all’enologo Riccardo Cotarella segue Bruno Vespa in questa scommessa vitivinicola, nata nella masseria pugliese di cui Vespa era già comproprietario con alcuni amici. E domani alle 11 il popolare giornalista e conduttore televisivo presenta uno dei suoi vini, “il bruno dei Vespa”, nel punto vendita Adhoc di Villanova di Cepagatti , l’entry level dei tre rossi prodotti, che introduce “il rosso dei Vespa”, Primitivo Salento igp, e “Raccontami”, una riserva di Primitivo di Manduria in purezza, omonimo della trasmissione radiofonica di Rtl che Vespa tiene assieme al figlio Federico. Con lui e con l’altro figlio Alessandro, Bruno Vespa condivide la società produttrice di questi vini, come ricorda lo spumante “Noi tre”. Mentre si attende per il 2015 il debutto del “bianco dei Vespa”.
Come ricorda il primo approccio con il vino?
«Conservo un ricordo molto romantico del Cerasuolo, era il vino che si beveva in famiglia a L’Aquila quando ero ragazzo. Poi ho cominciato ad appassionarmi al vino e a scriverne, negli anni ’80 quando non era così diffuso. Il mio maestro Gino Veronelli aveva, molto più autorevolmente di me, la sua rubrica su Panorama e poi su L’Espresso, mentre credo di essere stato il primo a tenere una rubrica di vino su un quotidiano, all’inizio su L’Informazione, poi sul Resto del Carlino e da una quindicina d’anni su Panorama».
Cosa ricorda di un guru del “bere giusto” come Luigi Veronelli?
«Scriveva in una maniera straordinaria, non era solo un giornalista, andava al di là del vino in sé, ne raccontava l’anima, soprattutto le persone che lo fanno, un argomento che mi sta a cuore anche perché molto spesso si tratta di persone davvero affascinanti con delle storie uniche».
Una di queste è quella di Zaccagnini.
«Siamo amici da più di 30 anni, è un abruzzese doc che si è fatto completamente da solo. Ho creduto in lui quando ha cominciato a fare i primi vini e ha avuto un successo del tutto meritato. Lui e Riccardo Cotarella, che è un grandissimo enologo e presidente di Assoenologi, mi assistono, esclusivamente per amicizia, per la mia linea di vini, Marcello mi ha anche messo a disposizione la sua rete commerciale in 40 Paesi del mondo».
Nel 2010 lei ha ricevuto da Marina Cvetic il Premio Gianni Masciarelli “Oltre la…vite”, ha rapporti con i viticoltori abruzzesi?
«Conosco i loro vini, li ho recensiti, ma non ho rapporti diretti con altri vignaioli d’Abruzzo, una regione che ha fatto un passo sorprendente, con vini davvero eccellenti».
Alcuni di questi sono presenti nel libro “Vino e cucina”, scritto con Antonella Clerici e presentato a Vinitaly 2012. Che criterio ha seguito nella scelta?
«Ho privilegiato vini che mi sembrano particolarmente credibili, magari con un interessante rapporto qualità-prezzo. Non sono un esperto ma un conoscitore di vino, nel senso che ogni giorno ne provo uno diverso e mi metto sempre dalla parte del consumatore».
Però sembrerebbe un esperto di abbinamenti stando al libro.
«In realtà gli abbinamenti sono quanto di più soggettivo possa esistere. Ci sono delle cose sacramentali, certo, ma ormai ognuno abbina come preferisce. Fino a qualche anno fa bere i rossi con il pesce era una bestemmia, oggi non è la regola ma è frequente».
Che abbinamenti in calendario, invece, per i suoi vini?
«Li abbiamo presentati in luglio a San Pietroburgo, in un grande pranzo a New York in agosto, e adesso li stiamo introducendo in Italia con diversi appuntamenti come quello di Pescara. Le attese sono molto forti e credo saremo ben valutati dalle guide. A breve li proporremo alle enoteche e ai ristornati più importanti di Roma dove, il 20 ottobre, si terrà una giornata dedicata esclusivamente ai nostri vini, all’Hilton. E poi un evento simile a Milano in novembre, in attesa del prestigioso Merano WineFestival dove sarà servito il nostro spumante».
Da aquilano ed estimatore di vini abruzzesi, non ha pensato a fondare un’azienda vitivinicola nella sua terra?
«No. Non mi metto a fare concorrenza a Marcello Zaccagnini!».
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