Le priorità del prefetto: sicurezza, lavoro e scuola

Francesco Provolo si presenta: felicissimo di essere a Pescara, porterò avanti un confronto continuo con giovani, sindacati e sindaci. I furti? Qualcosa si può fare
PESCARA. «Ci tenevo tanto a venire a Pescara e ora che sono qui posso dire che sono felicissimo». È pieno di entusiasmo e voglia di fare il nuovo prefetto di Pescara Francesco Provolo, 62 anni originario di Ottaviano (Napoli) e reduce dal Polesine dove a Rovigo è stato prefetto per tre anni. Ieri mattina, affiancato dal vicario Paola Iaci e dal capo di gabinetto Leonardo Bianco si è presentato ricordando la sua presenza all’Aquila nei mesi a ridosso del terremoto («sono stato un anno e qualche mese») e sintetizzando quelli che ha definito «i miei pallini».
Il primo: la sicurezza sui luoghi di lavoro. «Voglio incontrare al più presto i sindacati. Sono stato toccato personalmente, ho vissuto sulla mia pelle in Polesine, dove stavo, una tragedia maturata sul luogo di lavoro: cinque operai morti in azienda, cinque famiglie rovinate e per le quali ho pianto».
Il secondo pallino del prefetto è il mondo della scuola. «La prima cosa che dico ai ragazzi quando entro in una scuola è “avete ragione voi”, perché nostro compito è comprendere quello che ci chiedono i giovani, non pretendere il contrario. Ho avuto sempre un rapporto ottimo con il mondo della scuola e questo vorrei fare anche a Pescara anche per cercare di far comprendere che è da lì, proprio dalla scuola, che deve partire la missione che ci proietta verso la legalità, a cominciare dal bullismo, vicende spesso tenute nascoste dai ragazzi che ne sono vittima per vergogna e che, spostate su Internet, diventano ancora più devastanti». Discorso a parte quello della sicurezza. Non a caso, il prefetto Provolo proprio due giorni fa ha incontrato tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, «un primo incontro solo per inquadrare le problematiche», che il prefetto si accinge ad approfondire prossimamente anche con tutti i sindaci, a cominciare dal primo cittadino di Pescara Alessandrini che ha incontrato ieri pomeriggio. Inevitabile, nella prima giornata della tanto contestata ordinanza, affrontare il tema delle targhe alterne: «Con il sindaco», ha spiegato Provolo, «mi incontrerò anche per capire come è stata presa questa decisione, ma in ogni caso compito del prefetto è cercare di comprendere e collaborare con i sindaci». Quanto alla sicurezza, dopo aver rimarcato l’amicizia che lo lega da tempo con il questore Paolo Passamonti, Provolo si è detto convinto che qualcosa si possa fare soprattutto contro i furti, attraverso il coinvolgimento di altre forze («non solo quelle dell’ordine che già fanno la loro parte»). Vale a dire, «attraverso un lavoro di programmazione che in altre città dove sono stato ha dato esiti positivi».
«Io ci sarò sempre», ha concluso il nuovo prefetto, «anche su temi come le vertenze industriali e l’ambiente, porterò avanti un confronto continuo con la parte sindacale e il mondo economico». (s.d.l.)
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