Le proroghe non bastano «Ora più concessioni»

28 Marzo 2019

Spiagge, non si cambia fino al 2033, ma gli operatori vogliono certezze Convegno domani a Pescara, nella sede della Cna. Confronto con la Regione

PESCARA. Dal 2006 è lo spauracchio dei gestori degli stabilimenti balneari di ogni dove, compresi quelli abruzzesi, ma con la proroga di 15 anni alle concessioni accordata dal governo Conte, ormai, la direttiva Bolkestein sembra essere stata di fatto congelata.
Lo è almeno fino al 2033, grazie all’estensione delle concessioni prevista nella finanziaria approvata alla fine dell’anno scorso. In attesa, però, che anche in Europa si proceda verso un riordino del settore che dia garanzie agli operatori.
Con la proroga, cosa cambia per chi gestisce uno stabilimento balneare? Di tutto questo si parlerà domani a Pescara, nella sede della Cna, nel corso del forum sul destino delle spiagge abruzzesi. E già i balneatori, ora che il futuro fa meno paura, pensano che si debba procedere a una rivisitazione complessiva del comparto spiaggia, comprese quelle libere, che potrebbero subire una riduzione. «In Abruzzo», dice Cristiano Tomei, coordinatore nazionale Cna turismo e commercio, «in particolare, occorre effettuare una ricognizione e una mappatura del litorale per certificare la disponibilità del bene spiaggia per nuove concessioni: noi crediamo infatti ci sia spazio per tutti, tanto per le vecchie quanto per le nuove».Secondo Tomei, «va individuato un modello di impresa balneare in linea con l’elevata qualità dell’offerta, valorizzando la sostenibilità turistica e ambientale. Vanno rilanciati adesso gli investimenti. Intanto è stato raggiunto l’obiettivo importante dei 15 anni di estensione della durata delle concessioni, indispensabile per dare una boccata d’ossigeno alle imprese balneari impegnate a fianco della Cna da oltre 10 anni per uscire dall’incertezza del proprio futuro. È necessario progettare il futuro dopo il 2033, anno di scadenza delle concessioni, per traghettare definitivamente il comparto fuori dall’applicazione del perimetro della Direttiva servizi, la Bolkestein».
Intanto, dice Carlo Costantini, referente regionale dei balneatori Cna, «dopo dieci anni di lotta è stato raggiunto un risultato importante, che permette alle imprese di programmare i futuri investimenti, di individuare un modello a elevata qualità dell’offerta, rilanciando il settore». Una circostanza, quella della proroga, «che mette le aziende anche nella condizione di accedere più facilmente al credito, ma soprattutto di prevedere un piano di ammortamenti per rilanciare gli investimenti che vadano a valorizzare sostenibilità turistica e ambientale». Un settore, quello balneare, che in Abruzzo conta circa 600 imprese. Il forum, sul tema “L’estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033: le azioni regionali nel contesto nazionale per valorizzare il turismo costiero”, si svolge a partire dalle 10.30 nella sede di Cna, in via Cetteo Ciglia, e metterà i balneatori a confronto con l’assessore regionale al turismo, Mauro Febbo. A moderare l’incontro il direttore regionale della confederazione artigiana, Graziano Di Costanzo. Aprirà i lavori il saluto del presidente della Cna, Savino Saraceni. Seguiranno gli interventi di Gabriele Marchese, referente Cna turismo e commercio Abruzzo, di Tomei e di Febbo. Le conclusioni sono affidate a Sabina Cardinali, portavoce nazionale Cna Balneari.