Le ragazze di Cline nell’America di Charles Manson

9 Ottobre 2016

«Non «c'è spazio per diventare semplicemente se stesse». Emma Cline, la scrittrice americana, 27 anni, diventata uno dei più grandi casi letterari degli ultimi anni con il suo primo romanzo “Le...

«Non «c'è spazio per diventare semplicemente se stesse». Emma Cline, la scrittrice americana, 27 anni, diventata uno dei più grandi casi letterari degli ultimi anni con il suo primo romanzo “Le ragazze” (334 pagine, 18 euro, Einaudi) dà voce all'adolescenza e a quello che significa diventare donne in un mondo dove il desiderio dominante è quello maschile. Il romanzo, tradotto in 35 Paesi, è stato subito in vetta alle classifiche di tutto il mondo.

Evie ha 14 anni, è in fuga, si sente sola, sta in un angolo e aspetta che qualcuno si accorga di lei. a la Cline. Ambientato nell'estate del 1969, in una comune hippy, che tra sesso e relazioni oscure ricorda quella creata sempre negli anni Sessanta in California dallo pseudo santone Charles Manson, “Le ragazze” non vede al centro il leader della comunità Russell, un musicista senza talento. Sono le giovani donne del gruppo ad affascinare Evie, in particolare Suzanne e per avere la sua amicizia sarà disposta a tutto. «Troppo spesso le ragazze adolescenti vengono trasformate in simboli o addirittura in stereotipi: la ragazzina brava, quella cattiva. In qualche modo devi sempre rappresentare qualche cosa agli occhi di uno sguardo maschile e alla fine non ti resta la possibilità, lo spazio, di conquistare la tua piena complessità di essere umano», dice la Cline. «Evie non solo sta ad aspettare di essere vista, ma vede le altre donne quasi con uno sguardo da maschio», spiega l'autrice che è nata in California ora vive a Brooklyn ed è un'ammiratrice di Elena Ferrante. «Avevo presenti i libri di Elena Ferrante quando ho pensato di scrivere questo romanzo. «Non volevo al centro di questo romanzo una storia d'amore nel senso tradizionale del termine, ma indagare i rapporti di amicizia, competizione e anche amore fra donne», conclude la Cline.

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