«Le sabbie di Pescara per la costa di Francavilla»

La proposta di Padovano alla Regione: «No allo smaltimento in cava, usiamo i 90mila metri cubi di materiale per il ripascimento sommerso delle spiagge»
FRANCAVILLA AL MARE. «Ci sono 90mila metri cubi di sabbia parcheggiati sul molo di levante del porto di Pescara. Usiamoli per il ripascimento sommerso».
L'appello arriva da Riccardo Padovano, presidente di sib confcommercio e titolare dello stabilimento Baia delle Sirene lungo il litorale di Francavilla. Padovano denuncia una situazione che a suo dire ha del paradossale e si rivolge direttamente agli amministratori di Francavilla, e non solo, per cercare di non perdere quello che a suo dire può rappresentare una risorsa importante: «Da quando è stato effettuato il dragaggio dell'avanporto di Pescara, nel 2013, c'è un'immensa duna di sabbia che è ammucchiata lì da 6 anni. Sono circa 90mila metri cubi, di cui 10mila sono stati caratterizzati e classificati, mentre agli altri 80mila manca la classificazione. Questi, una volta che è stata accertata l'assenza di metalli o altri elementi non idonei, potrebbero essere utilizzati per il ripascimento sommerso davanti ai nostri lidi. Invece no: si vogliono smaltire come rifiuti speciali».
E allora incalza: «La cosa è assurda perché lo smaltimento verrebbe a costare milioni di euro, mentre se questi venissero classificati e qualcuno mi autorizzasse, me li andrei a prendere io, così come farebbero molti miei colleghi, utilizzandoli per uno scopo ben preciso. In pratica potremmo risolvere due problemi in una volta sola. Purtroppo nessuno ci ascolta e se non si muove nulla il 31 dicembre inizierà la pratica per lo smaltimento». E prosegue: «Del Vecchio dice che intanto la sabbia va portata in una cava, poi eventualmente si può ragionare sul suo utilizzo. In questo caso però ci sarebbe una doppia spesa, quella per trasferirla e poi, eventualmente, andarla a riprendere. Io invece mi auguro che questa doppia manovra si possa evitare e che le mie parole possano trovare ascolto da parte di chi di dovere, perché quello del ripascimento sommerso è un intervento che noi balneatori chiediamo da anni e questa può essere davvero un'occasione irripetibile. Francavilla al Mare ha circa 14 chilometri di costa e con i 90mila metri cubi di sabbia in questione noi potremmo andare a risolvere il problema lungo tutto il litorale». A questo punto si rivolge alle autorità, cittadine e regionali, affinché si possa fare qualcosa, rapidamente, per evitare una doppia beffa: «Lo chiedo al Comune di Francavilla, alla Regione, a chiunque ne abbia competenza: dateci la possibilità di utilizzare quella sabbia, risolvete un problema a noi balneatori e noi ne risolviamo uno a chi invece dovrebbe occuparsi dello smaltimento, con un cospicuo risparmio sulla spesa».
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