Le spese per il Jova beach infiammano il Consiglio

1 Novembre 2019

A Montesilvano tiene ancora banco il mega concerto dello scorso settembre L’opposizione: poca trasparenza sui costi. Il sindaco: non abbiamo speso un euro

MONTESILVANO. Le spese del Jova Beach Party infiammano il Consiglio comunale. I costi sostenuti dall’amministrazione comunale di Montesilvano per l’organizzazione del maxi concerto di Jovanotti, andato in scena in città lo scorso 7 settembre, sono approdati ieri in Assemblea sia su iniziativa del Pd, che nelle scorse settimane aveva presentato un’interrogazione in merito, sia attraverso una variazione di bilancio in discussione nella seduta.
L’opposizione, in particolare, chiedeva al sindaco Ottavio De Martinis e alla sua giunta risposte puntuali sulle spese sostenute per l’evento, sugli accordi con la società Trident che lo ha promosso e sugli eventuali risarcimenti agli stabilimenti balneari interessati. A rispondere, l’assessore al Bilancio Deborah Comardi che ha ricordato come il Comune si sia occupato del piano della sicurezza, della mobilità e della predisposizione dell’area dell’evento. Numeri alla mano, «i costi diretti sono stati di 10mila euro per il livellamento della sabbia, effettuato con fondi già destinati al demanio», ha evidenziato Comardi, «e di 28.250 euro per il servizio trasporto navette, coperti con 25.000 di contributo regionale, 2.600 incamerati grazie ai truck food, 2.500 tramite sponsor privati e 2.000 euro derivanti dai parcheggi a pagamento». Ancora presto per parlare di costi indiretti, come spiegato dall’assessore, mentre sui risarcimenti ai balneatori, «si tratta di rapporti tra privati sui quali l’Ente non ha riscontri». Una risposta che non ha convinto, ma al contrario indispettito, l’intera opposizione (Pd e M5S) che ha accusato la giunta di mancanza di rispetto, di assenza di condivisione e di poca chiarezza.
«La società ha incassato un milione e 800 mila euro», ha commentato il consigliere Enzo Fidanza (Pd), «per un evento privato e io voglio sapere quanti soldi gli avete chiesto. Avete fatto pagare i commercianti di Montesilvano per vendere nelle bancarelle a un chilometro di distanza e non quelli che sono venuti da fuori per vendere nell’area del concerto. Avete chiesto soldi a tutti, tranne a quelli a cui li dovevate chiedere, che sono coloro che li hanno incassati».
Un’accusa, quella di essere poco trasparenti, che non è piaciuta al primo cittadino che, interrotto a più riprese dall’opposizione, ha perso le staffe: «Ho ascoltato le vostre scemenze in religioso silenzio, ma non accetto che vengano offesi i componenti della giunta ai quali state dando dei disonesti per aver organizzato un evento di portata nazionale», ha tuonato De Martinis, «un evento che ha avuto ottime ricadute economiche e in termini di visibilità per Montesilvano, con una spesa di poche migliaia di euro. Non esistono accordi con la società perché non abbiamo dato loro un euro. Ci siamo occupati solo di rendere possibile l’evento seguendo le indicazioni della Prefettura». (a.l.)
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