Le spiagge riapriranno con i balneatori-sentinelle

1 Maggio 2020

Vertice con la Regione, gli operatori pronti a vigilare contro gli assembramenti 

Balneatori abruzzesi pronti a vigilare contro gli assembramenti sulle spiagge. L’Abruzzo si mette al lavoro per aprire la stagione estiva in piena fase due dell’emergenza coronavirus e i gestori degli stabilimenti balneari si propongono come tutori della sicurezza. Rappresentanti istituzionali, imprenditori e balneatori hanno iniziato ieri a ragionare sul futuro del turismo marittimo in Abruzzo. A oggi, infatti, non ci sono ancora date certe per la riapertura se non l’ipotesi del primo giugno che per gli addetti ai lavori è troppo lontano. Nel confronto di ieri all'Aquila, che ha visto la partecipazione del presidente della Regione, Marco Marsilio, degli assessori regionali al Turismo, Mauro Febbo, e al Demanio marittimo, Nicola Campitelli, sono stati fissati dei punti sui quali ora la Regione dovrà discutere con il Governo con l’obiettivo di permettere a bar, ristoranti e stabilimenti balneari da Vasto a Martinsicuro, di ripartire quanto prima.
LE PROPOSTE. L’apertura della stagione estiva per l’intero Abruzzo è ancora appesa al filo dell’incertezza. La Regione ha lanciato l’idea di attivare un’app, a spese dell’ente, per prenotare un posto sulla spiaggia – sia libera, sia con stabilimento – in modo tale da sapere quante persone ci sono e quanti posti liberi sono rimasti. I balneatori, però, hanno subito messo le mani avanti e chiesto in primis di poter tornare a lavorare nelle loro strutture.
Servono infatti almeno 20 giorni per riorganizzare gli spazi e adeguarli alle normative vigenti e permettergli di accedervi solo il primo giugno significherebbe fargli dire addio a gran parte del mese. Per questo è stato chiesto di iniziare già dalla prossima settimana a livellare le spiagge e almeno dalla seconda metà di maggio a lavorare per far ripartire tutto. Nel documento redatto durante l'incontro che dovrà essere sottoposto al Governo gli imprenditori hanno richiesto una tutela per i lavoratori del settore non assunti quando è entrato in vigore il primo decreto del presidente del consiglio dei ministri, ma anche un taglio dei canoni di concessione e un sostegno a fine stagione per le ingenti perdite previste.
Dovranno essere vietati sulle spiagge qualsiasi tipo di sport e di iniziative per limitare l’afflusso, inoltre ci dovranno essere meno lettini, sdraio e ombrelloni sulle spiagge dove sarà possibile consumare pasti, bibite e gelati solo sotto l’ombrellone per limitare assembramenti negli spazi comuni.
L'IMPEGNO. Il presidente Marsilio si è detto pronto a lavorare per la sicurezza dei fruitori delle spiagge anche se a detta sua «non sarà facile mettere in piedi in pochi giorni una organizzazione tale da poter fare controlli puntuali e capillari in modo da rendere sicure e accessibili questi arenili». L’assessore Febbo, ribadendo l’importanza delle imprese del turismo che rappresentano il 13-14 per cento del prodotto interno lordo, ha sottolineato il ruolo strategico che in questo particolare contesto avranno tutte le località del mare nostrano che saranno frequentate da tutti gli abruzzesi. Per questo c’è bisogno di una maggiore attenzione per la sistemazione degli arredi sulle spiagge, ma anche per la sicurezza dei luoghi comuni e delle aree libere. «Se non si superano questi problemi», ha evidenziato Febbo, «il Governo non ci riaprirà gli arenili il primo di giugno, data che è stata individuata dallo stesso Governo». L’assessore Campitelli, invece, ha ribadito l’importanza del taglio dei canoni di concessione e della gestione delle spiagge libere. «Oggi le spiagge libere sono a carico dei comuni», ha precisato Campitelli, «e se così deve essere anche in questo momento, occorrono risorse economiche per aiutare i comuni».
LE PREOCCUPAZIONI. Nella discussione avviata dalla Regione con i protagonisti del turismo marittimo abruzzese è emersa subito la preoccupazione di quest'ultimi per una stagione che stenterà a decollare. «La Regione si è messa in nostro ascolto», ha affermato Riccardo Padovano, presidente Sib Confcommercio Abruzzo, «ogni balneatore si è detto pronto a impegnarsi per far rispettare le distanze nei propri stabilimenti in base ai punti d'ombra che cambiano da zona a zona. Ognuno conosce le proprie spiagge e può evitare qualsiasi tipo di assembramento disponendo bene gli arredi e dividendo gli spazi. Per quanto riguarda le spiagge libere possiamo collaborare con i comuni, ma non possiamo gestirle noi». Federbalneari Abruzzo, rappresentata dal presidente Morgan Di Concetto, ha chiesto alla Regione «di farsi portatore di una proposta di rimborso delle spese che i balneari dovranno sostenere per tutte le attrezzature necessarie alla sanificazione e ai dispositivi di sicurezza per i propri dipendenti e per quelle fornite gratuitamente ai clienti. Abbiamo invitato inoltre la giunta regionale a convocare un tavolo permanente tra operatori balneari, demanio regionale, Comuni costieri e rappresentanti delle forze dell'ordine, al fine di una fattiva collaborazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA