Le sporche faccende di “Sin City” e de “La Trattativa”

di Anna Fusaro Attesissimo dagli amanti del cinefumetto arriva oggi in sala il secondo capitolo di "Sin City", "A dame to kill for", a distanza di cinque anni dalla prima trasposizione su grande...
di Anna Fusaro
Attesissimo dagli amanti del cinefumetto arriva oggi in sala il secondo capitolo di "Sin City", "A dame to kill for", a distanza di cinque anni dalla prima trasposizione su grande schermo delle graphic novel del luciferino Frank Miller (autore di "300"), qui anche regista insieme al tarantiniano Robert Rodriguez. Echi dei polizieschi di Chandler, Hammet, Spillane, e bianco e nero abbacinante con qualche spruzzata di colore per le sporche faccende della città del peccato, in cui si muove un campionario di donne letali e tizi poco raccomandabili affidato a un cast di rilievo: la femme fatale Ava (Eva Green), la spogliarellista Nancy (Jessica Alba), la dominatrix Gail (Rosario Dawson), il giocatore d'azzardo Johnny (Joseph Gordon-Levitt), il fotoreporter-detective Dwight (Josh Brolin), e il sinistro Marv (Mickey Rourke).
In sala anche il nuovo film di Sabina Guzzanti "La trattativa", docufiction sull'eterna convivenza/connivenza tra politica e mafia, fuori concorso alla 71ª Mostra di Venezia. Un gruppo di attori, tra i quali l'autrice, mette in scena gli episodi più rilevanti della vicenda conosciuta come negoziato tra lo Stato e le cupole della criminalità organizzata, impersonando mafiosi, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, vittime e assassini, massoni, persone oneste e coraggiose e altre meno impavide. Sul sito del lungometraggio Guzzanti osserva: «Nei quattro anni necessari alla realizzazione di questo film il processo sulla trattativa è stato, nel tempo, popolarissimo, bistrattato, credibile, sputtanato, centrale, marginale, appassionante, indifferente».
Altra novità "Perez.": col punto finale, perché si chiude una parentesi e una vita volta pagina nel noir di Edoardo De Angelis. Il commissario Montalbano contro il capo camorrista di "Gomorra" verrebbe da dire, perché gli interpreti della storia sono Luca Zingaretti e Marco D'Amore (protagonista della serie televisiva tratta dal film di Matteo Garrone). Il primo è un depresso avvocato d'ufficio; il secondo un piccolo criminale, che si fidanza con l'adorata figlia dell'altro. Due vite opposte, ma quando il giovane camorrista si mette con Tea (Simona Tabasco) l'abulico Perez si trasforma, lasciando l'ignavia per l'azione. Sullo sfondo una Napoli insolita al cinema, con i grattacieli del Centro direzionale. Napoli più verace con "Take Five" di Guido Lombardi, titolo pescato da un classico del jazz. Il colpo dei soliti ignoti al giorno d'oggi, con una sgangherata banda di ladri impegnati in una rapina al caveau di una banca. Bravissimi e tutti giusti gli interpreti: Gaetano Di Vaio, Peppe Lanzetta, Salvatore Ruocco, Salvatore Striano, Carmine Paternoster. Sono: Gaetano ex rapinatore ora ricettatore; 'O Sciomèn, leggenda del quartiere, rapinatore appena uscito da Poggioreale, depresso e forse gay; Ruocco, pugile radiato che boxa in incontri clandestini; Sasà, fotografo di matrimoni col vizio delle rapine; e Carmine, operaio addetto alle fogne, che scopre come arrivare alla banca. Ma qualcosa andrà storto.
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