Le stelle della Max Meyer si ritrovano dopo 44 anni

11 Luglio 2022

Grande festa sabato scorso al lido Nettuno per un pranzo tra gli ex campioni Lo speaker De Virgiliis: «Ricordo ancora le loro azioni e i canestri memorabili» 

PESCARA. Una giornata amarcord per le stelle del basket pescarese degli anni Settanta. Le vecchie glorie (oggi tra i 60 e gli 80 anni) della Max Meyer, in seguito Aeo, poi Fakar e infine Pescara basket, che hanno fatto sognare i tifosi dell'epoca, 1971-1978, ma ancora oggi indimenticati, si sono incontrati sabato a pranzo al lido Nettuno.
La reunion con Vittorio Pomilio, Ugo Nigrisoli, Elio Lestini, Nicola Ricotta, Angelo Pulin, Ernesto Ciafardoni, Franco Vecchiati, Marcello Perazzetti, Ettore Maione, Federico Ferretti (Fefè), Bob D'Orazio, Enrico Bracone, Cesare Pancotto, Tonino Di Nino, Mario Bernardi, Augusto D'Agostino, Gigi Di Nallo, Emidio Testoni, Mimmo Scocchera, Massimo Secondini, Gianni Incurvati, Luciano Curci, Roberto Mandati e Roberto Bortone, è stata organizzata da Ermanno D'Incecco, bomber della Max Meyer e Carlo De Virgiliis, storico speaker delle squadre composte anche da tanti chietini.
Come appunto, De Virgiliis, che racconta: «Faccio lo speaker da quando avevo 14 anni, a gennaio prossimo saranno 50 anni di attività».
«Ho cominciato nel 1974», spiega, «durante un torneo giovanile alla Villa comunale di Chieti che avrebbe dovuto presentare il dj e giornalista Nicolò Palma, scomparso per malaria dopo un viaggio in Kenya».
«Mi dissero», continua De Virgiliis, «porta uno stereo, metti la musica e presenta le squadre. Non sapevo neppure da dove cominciare, ma da allora non ho mai smesso. Io facevo parte della comitiva di Vincenzo Olivieri».
Da Chieti a Pescara. «I giocatori della Max Meyer», racconta ancora De Virgiliis, «si allenavano negli oratori delle parrocchie, come quella di Sant'Antonio su viale Sabucchi o nella Pineta dannunziana, nella zona di via Pepe».
«Ermanno D'Incecco», prosegue nel racconto Carlo De Virgiliis, «era fortissimo e poi è esploso con il Pescara basket. Forte come lo era il play maker Angelo Pulin, il “russo”, lo chiamavamo, oggi 80enne».
«Arrivò da Pesaro», precisa De Virgiliis, «solo per giocare qualche partita, ma da Pescara, dove si è sposato e si è fatto una famiglia, non è più voluto andar via».
«Pulin mi ha ricordato, sabato», rivela lo storico speaker, «che nel derby storico Birra Moretti-Max Meyer fece un canestro memorabile che fu poi annullato, era il campionato del 1974. Al lido c'era anche Ernesto Ciafardoni, attuale presidente del Roseto basket, ma ci è dispiaciuto non avere tra noi altri campioni, come l'aretino Piero Dindelli».
Considerate alcune assenza importanti nella giornata dell’incontro, a causa del Covid e infortuni vari, il gruppo delle stelle del basket degli anni Settanta si è lasciato con la promessa di rivedersi il prossimo settembre per una nuova rimpatriata.
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