Le strisce invisibili di via Vestina

7 Agosto 2018

Scolorite o assenti lungo la strada con pochi marciapiedi e gli autovelox fuoriuso

MONTESILVANO. Una strada teatro di continui incidenti, anche gravi, per lunghi tratti priva di marciapiedi: è questo il vecchio “chilometro lanciato” delle corse automobilistiche, il nome con cui in tanti, ancora adesso, indicano via Vestina, a Montesilvano. Qui di recente gli operai sono intervenuti per rifare la segnaletica orizzontale ma il risultato, a ben vedere, lascerebbe a desiderare: linee non del tutto dritte che si interrompono in corrispondenza degli spazi per gli autobus, dei cassonetti dell’immondizia o delle intersezioni (dove andrebbero segnalati con linee tratteggiate o di altri colori). Altro problema, la velocità. Troppi automobilisti, nelle ore notturne, si improvvisano piloti di Formula 1, ma gran parte degli impianti di autovelox presenti su via Vestina non funzionano da tempo e non sono un deterrente per nessuno, anche perché si presentano danneggiati dai vandali in ogni modo, addirittura trasformati in una sorta di spaventapasseri come quello trovato circa un anno fa in un terreno di Cappelle sul Tavo.
E ancora: le strisce pedonali non sono state ridipinte, con il risultato che adesso appaiono meno visibili di prima, per via del contrasto con le linee da poco rinnovate. Ci sono poi casi, ad esempio all’innesto con via Marco Polo, dove le strisce pedonali sono scomparse completamente. Anche in questo caso però non sono state ridisegnate: gli impianti semaforici dedicati ai pedoni di quell’incrocio, tra l’altro, non funzionano più, o sono difettosi. Un altro problema sono le toppe d'asfalto: in alcuni punti, in particolare nelle vicinanze del cavalcavia dell’autostrada, nelle buche è stato colato troppo bitume e il risultato è che si sono creati dei veri e propri dossi, pericolosi per chi viaggia in bici o in moto. Lo confermano le linee ritratteggiate dal macchinario che ha ridisegnato le linee della segnaletica orizzontale: in corrispondenza dei dossi, invece di una linea è stata tracciata una sorta di virgola. Anche l’arrivo del semaforo con “photored”, all’incrocio con via Cavallotti, non sembra destinato a cambiare le cose: innanzitutto perché questo tipo di apparecchi non può funzionare di notte e dunque non scoraggia chi corre in quelle ore, e in secondo luogo perché è stato installato nella prima parte di via Vestina, quella più vicina al mare, mentre gran parte degli incidenti sono concentrate sui chilometri finali, quelli che portano a Cappelle sul Tavo e dove, negli ultimi tempi, ha ripreso corpo l’idea di realizzare un nuovo casello autostradale per l’A14.
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