Le supermamme abruzzesi e la sfida al carrello della spesa

Claudia, 5 figli, con un’app a caccia di sconti: «Iva al 4%? Magari. Sarebbe un gran risparmio» Federica, 6 bimbi: «Il gelato? Solo la domenica». Alessandra, che impresa far quadrare i conti
PESCARA. Fanno salti mortali, comprano i prodotti in offerta e si affidano con fiducia alla Provvidenza. Ma certo qualche sconto in più sarebbe un grande aiuto nel manage familiare. E se andasse a buon fine la sforbiciata dell’Iva al 4% (leggi pezzo a sinistra), che le 13 proposte di legge depositate in Parlamento vorrebbero ridurre, sarebbe una manna dal cielo.
Anche per le maxi famiglie abruzzesi. Quelle che hanno da cinque a dieci figli, che ogni mese devono far quadrare il bilancio tra spese vive, luce, gas, tasse varie periodiche, benzina e magari il mutuo. La mamma bada ai figli e gestisce l’amministrazione, il papà lavora e porta a casa uno stipendio. Claudia Di Bartolomeo vive a Pescara e ha 5 figli: Filippo il più grande 5 anni e mezzo, Rebecca 4, Tommaso quasi 3, Giacomo 18 mesi e Daniele 2 mesi. «Noi viviamo grazie ad una app che ho scaricato sul cellulare che mi fa vedere i volantini di tutti gli sconti dei negozi della città – racconta al Centro –. La spesa per pannolini e omogeneizzati incide circa il venti per cento sul totale mensile della spesa che si aggira almeno sui 100 euro al mese solo per il cibo. Per fortuna allatto l’ultimo nato e gli altri d’inverno sono a carico di nido e materne fino al pomeriggio. Al cambio pannolini e al pranzo ci pensa la scuola. I pannolini poi li compro sempre sottocosto, anche delle migliori marche, poi usufruisco dello sconto del 15 per cento per le famiglie numerose il martedi e il sabato al “Tigre” e il mercoledi vado al mercato. Gli omogeneizzati li compro a pacchi di 24, sempre Plasmon e Mellin, e di latte se ne va almeno un litro e mezzo al giorno. Quando so dove fanno offerte chiamo mio marito e lo spedisco sul posto». E se l’Iva scendesse al 4%? «Magari, risparmieremmo decisamente di più e sarebbe più facile andare avanti», assicura mamma Claudia. Ora che si va al mare, per esempio, anche comprare il gelato per tutti è un lusso: partono 10 euro in un attimo. Insomma, fare la spesa implica qualche sacrificio: pizzette e ciambelloni si portano da casa, anzi “fatti” in casa.
«Appena l’ultimo nato si addormenta – racconta Federica Camplone, mamma di sei figli di 12, 10, 8, 6, 4 anni e uno di 2 mesi, anche lei di Pescara – mi metto a cucinare per poi trasferirci tutti al mare dove, tra amiche e mamme di altri bambini, ci aiutiamo a vicenda. Grazie a Dio conto di allattare Pietro fino ad un anno perché il latte in polvere che si compra in farmacia costa un bel po’ e i neonati fanno circa sei poppate al giorno. Il gelato? Solo la domenica quando c’è il papà. Anche noi compriamo solo prodotti scontati, ma non certo le sottomarche: non si rischia con i figli piccoli. Alla fine riusciamo a farcela anche con l’aiuto dei nonni, ma gli extra ci mettono in difficoltà, ad esempio ultimamente abbiamo avuto un battesimo e una comunione ma ce l’abbiamo fatta». Sarebbe stato decisamente più facile arrivare a fine mese se sulla spesa di tutti i giorni, con l’Iva al 4%, si fosse potuto risparmiare qualcosa di più.
Poi c’è Alessandra. Fa i conti della spesa mentre l’ultimo nato di due mesi piange e un altro la chiama: «I pacchi di pannolini costano 3,90 euro l’uno - spiega calcolatrice alla mano -. E contando sei cambi al giorno significa che ogni nove giorni si consuma un pacco di circa 50 pannolini. Noi spendiamo da 140 a 180 euro alla settimana solo per mangiare e prediamo solo prodotti in offerta ma solo marche conosciute». Ma se l’Iva scendesse al 4% su molti dei prodotti che ogni giorno finiscono nel carrello della spesa di Alessandra, fare i conti con il budget familiare sarebbe certamente più facile. A proposito. E i vestiti? «Per carità quelli non ci preoccupano: ce li passiamo tra noi e nulla si butta ma tutto si ricicla. Anche tra amici. Per fortuna».
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