Lea e Totò lasciati senza riparo al freddo e nel fango

MOSCUFO. Lea, un cane di razza San Bernardo, e un pony di nome Totò vivono alla catena, in una condizione di detenzione rigorosamente vietata dalla legge, senza la possibilità di avere un riparo...
MOSCUFO. Lea, un cane di razza San Bernardo, e un pony di nome Totò vivono alla catena, in una condizione di detenzione rigorosamente vietata dalla legge, senza la possibilità di avere un riparo sicuro. Il fatto, segnalato da diversi cittadini all’associazione Dog village di Montesilvano, accade a Moscufo. La volontaria animalista Carmelita Bellini ha informato la polizia municipale, ma fino a ieri i due animali venivano segnalati ancora nelle medesime, inaccettabili condizioni nonostante la nevicata e il gelo di queste ore.
«Il cane» racconta la Bellini, «avrebbe teoricamente a disposizione una cuccia, se non fosse che la catena, ripetutamente attorcigliatasi a un albero, impedisce a Lea di raggiungerla, costringendola così a subìre le intemperie, con le zampe nel terreno fangoso. Al Pony spetta la peggior sorte, nemmeno un riparo apparente: all'addiaccio, tutto il giorno e tutti i giorni...».
L'associazione Dog village è intervenuta tentando di rifocillare gli animali e ha chiesto l'intervento dei carabinieri di Loreto Aprutino.

