Leccornie et Vino, pienone al chiostro

19 Novembre 2014

Penne, riscuote successo e il plauso degli enologi la rassegna gastronomica di San Martino

PENNE. Ristoranti pieni, flusso costante e continuo di visitatori nelle due giornate, cooking show presi d'assalto, l'eccellenza dell'enogastronomia abruzzese in vetrina. «San Martino Leccornie et Vino» chiude la prima edizione con visibile soddisfazione da parte degli ideatori – organizzatori, l'esordiente associazione Il Grande Sasso costituita da Alessandro Orovesi, Alessandro Di Bernardo e Milena Squartecchia – con il patrocinio del Comune che ha dato man forte all’organizzazione mettendo a disposizione gli spazi del chiostro di San Domenico con la sala consiliare, e la sala polivalente in piazza Luca da Penne per le degustazioni guidate dall'Ais Abruzzo.

«Una formula senz'altro da replicare e perfezionare, che diventerà un appuntamento dell'autunno abruzzese» commenta il sindaco, Rocco D'Alfonso. Dai due convegni di sabato e domenica è partita la riflessione sullo stato del made in Abruzzo in vista dell'Expo. «La nostra regione, pur essendo tra le prime in Italia per volumi di fatturato della produzione vitivinicola, è limitata dall'individualismo» osserva l'enologo Vittorio Festa. «La provincia di Chieti», prosegue «rappresenta un modello nazionale dove l'attività della cooperativa fa ricadere il benessere sul territorio. Accade però che il vino prodotto sia venduto e poi imbottigliato fuori regione, e riproposto sui mercati internazionali a un costo perfino più basso del nostro deprezzando così la qualità della doc Montepulciano d'Abruzzo. Con l'imbottigliamento nelle zone di produzione si può restituire identità ai nostri prodotti e avere un'immagine più forte», sostiene Festa. Il punto d'arrivo deve essere una filiera tutta abruzzese, attualmente vantata da pochi prodotti come l'olio dop.

«Con le mie aziende» racconta l'enologo pescarese «abbiamo intrapreso la strada delle bollicine 100% Abruzzo, lavorate nelle zone di produzione delle uve e con lieviti indigeni. I risultati? Vini puliti, autoctoni, una strada per contrastare gli ogm. L'Abruzzo può essere competitivo assecondando le proprie vocazioni. La biodiversità e i microclimi che lo contraddistinguono devono essere alla base di un'offerta diversificata che può trasformarsi in ricchezza per tutti. Bisogna crederci e avere coraggio».

Più informazione tra i consumatori e più certificazioni a tutela del prodotto locale anche per l'olio, rimarca l'esperto oleologo Marino Giorgetti. La sinergia cibo-cultura-paesaggio- deve distinguere l'Abruzzo sul mercato globale e sposarsi con la cultura dell'accoglienza, aggiunge la giornalista Pina Manente: «I nordici sono particolarmente attratti da valori autentici che l'Abruzzo è in grado di esprimere: arcaicità, tradizione, un modello di vita salutare, e tante storie da raccontare». Importanti anche i contributi di Guido Stecchi (Accademia delle 5 T) e Mauro Giacomo Bertolli (italiadelvino.com).

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