Lega, dopo Campitelli lascia La Porta

In 48 ore altri due addii di politici regionali. La consigliera sulmonese va verso Forza Italia
L’AQUILA. Un indizio non è nulla. Due sono una coincidenza, tre una prova. Ma per la Lega abruzzese in Regione siamo arrivati alla quinta fuga dal partito, due nelle ultime 48 ore. All’assessore frentano Nicola Campitelli si è infatti aggiunta la consigliera regionale sulmonese Antonietta La Porta. Il primo viaggia in direzione Fratelli D’Italia, la seconda invece va verso Forza Italia dopo un periodo, più o meno breve, da trascorrere a bagnomaria nel Gruppo misto di maggioranza di Simone Angelosante & C., federato con il partito di Nazario Pagano. Insieme contano 8 consiglieri. La Lega, guidata in Abruzzo da Luigi D’Eramo, entrata in Emiciclo con 10 consiglieri, da ieri è invece dimezzata, cannibalizzata dagli alleati di coalizione. Ammesso e non concesso che sia ancora possibile definirli tali.
«Da oggi lascio il gruppo consiliare della Lega. Continuerò, in ogni caso, a portare avanti con lo stesso impegno il mio lavoro nella coalizione alla quale appartengo. Ringrazio tutti coloro che sin dall'inizio mi hanno sostenuta e quelli che hanno condiviso con me questo percorso», è la nota laconica diffusa ieri da La Porta. Il governatore Marco Marsilio gongola. A pochi mesi dalle elezioni regionali, il presidente uscente ricandidato ha fatto una scelta ormai chiara: un patto di ferro con Forza Italia a discapito della Lega. Il sovraffollamento, per ora, non lo preoccupa, anche se per lui sarà un problema. Aspetta invece che D’Eramo faccia il primo passo, chiedendogli di sostituire Campitelli con uno o una dei cinque leghisti che gli sono rimasti fedeli. Ma a quel punto Marsilio potrebbe rifare i conti e assegnare la poltrona a Forza Italia, diventata azionista di maggioranza in Consiglio.
D’Eramo, che ha mangiato la foglia, tace. Al suo portavoce viene però attribuito questo breve messaggio postato ieri mattina nella chat interna del partito: «Buona fortuna a quelli come noi che rimangono nella Lega a prescindere dalle percentuali politiche e delle elezioni». Giusto il tempo per leggerlo e, poco dopo, Campitelli, l’assessore ex leghista che ha restituito le deleghe a Marsilio senza lasciare la giunta, ha abbandonato per sempre la chat del Carroccio.
Passiamo al fronte opposto dove il giovane segretario regionale del Pd cercherà oggi di mettere una pezza al passo affrettato di due giorni fa. L’aver riunito Azione e M5S per risolvere subito il rebus del candidato presidente unitario si è rivelato un boomerang. Chi ha partecipato all’incontro ristretto di Abruzzo Insieme ne conferma l’epilogo da fumata nera accompagnata dalla prospettiva di far decidere dal tavolo nazionale. Ma è una soluzione inopportuna se si considerano i tempi. Nulla però è compromesso. Basterebbe estrarre dal cilindro un quinto nome: la direzione regionale del Pd, prevista per oggi, può dare questo messaggio. (l.c.)

