Lega e FdI, la pace finale passa attraverso il Consiglio di oggi

27 Giugno 2023

L’AQUILA. L’effetto Molise si fa subito sentire anche nel centrodestra abruzzese che oggi è chiamato a ricucire definitivamente lo strappo con la Lega. Il banco di prova sarà un subemendamento con...

L’AQUILA. L’effetto Molise si fa subito sentire anche nel centrodestra abruzzese che oggi è chiamato a ricucire definitivamente lo strappo con la Lega. Il banco di prova sarà un subemendamento con cui i salviniani chiedono agli alleati di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Gruppo misto di maggioranza, di mandare definitivamente in archivio la proposta di legge per istituire la VI Commissione permanente sull’emergenza idrica, voluta dall’ex M5S, Sara Marcozzi, che di fatto è passata con il centrodestra.
Ma proprio questo progetto di legge ha innescato la spaccatura nella maggioranza, con la Lega che, nello scorso Consiglio, si è schierata con il fronte del no di Pd e M5S costringendo FdI e FI alla ritirata.
Il chiarimento di qualche giorno fa, in una riunione di maggioranza tenuta a Pescara, ha però decretato una tregua, seppure fragile, nel centrodestra che governa la Regione. Una tregua che però non vuole ancora dire quella solida pace che il presidente Marco Marsilio invoca per mettere al sicuro la sua rielezione nel 2024 in Regione. E che oggi può cessare. È possibile infatti che, questa mattina, in aula all’Aquila, il partito di Salvini torni alla carica presentando, come si diceva, un emendamento che cancella la legge Marcozzi trasferendone tutte le funzioni in un’altra commissione, la IV, presieduta dall’ex leghista Simone Angelosante, ora nel Gruppo misto che, in quanto a numeri, compete alla pari in Consiglio regionale con gli altri partiti del centrodestra. Le funzioni di cui stiamo parlando non sono di poco conto: «Tutela delle acque; risorse idriche e difesa del suolo; governance Ersi; governance società di gestione operanti nell'Atur; governance Consorzi di bonifica; acque minerali e termali; concessioni idroelettriche; invasi e acquedotti; siccità, cambiamenti climatici e mitigazione degli stessi».
A firmare l’emendamento, con cui la Lega vuole bissare il risultato ottenuto nello scorsa Consiglio, quando ha di fatto dominato la prova di forza con gli alleati, sono i cinque consiglieri rimasti in squadra, dopo la fuoriuscita degli altri cinque, migrati nella “concorrenza interna” (l’ultimo della serie, l’ex leghista Emiliano Di Matteo, che appena tre giorni fa è passato ufficialmente in Forza Italia dopo essere transitato nel misto). Le cinque firme, si diceva, in calce al subemendamento sono quelle del capogruppo leghista, Vincenzo D’Incecco, e dei consiglieri Fabrizio Montepara (al quale sarebbe venuta l’idea del subemendamento anti-Marcozzi), Simona Cardinali, Antonietta La Porta e Sabrina Bocchino.
Ma in politica nulla si può dare per scontato: vedi il Molise, dove il centrodestra a trazione Fratelli d’Italia e Forza Italia, ha dominato, con la Lega che le elezioni le ha vinte con riserva visto il risultato di lista che sembra fare il paio le percentuali di voto al Comune di Teramo. E questa analisi impone un paracadute ai salviniani abruzzesi, anche se ieri Fratelli d’Italia ha fatto chiaramente intendere di votare l’emendamento anti-Marcozzi.
Bene, ma non basterà al partito guidato in Abruzzo dal sottosegretario di Governo, Luigi D’Eramo, per avere la certezza dell’esito. Anche perché le altre due anime della maggioranza, Forza Italia e Gruppo misto, storcono il naso.
Il piano B è pronto: è una sorta di uscita di sicurezza di siloniana memoria che consiste nel ritirare il progetto di legge Marcozzi rimandandolo in prima Commissione, senza né vincitori e vinti. La decisione, confermano in tarda serata da ambienti di Forza Italia, sarà presa questa mattina, in una riunione di capigruppo di maggioranza fissata prima del Consiglio. Intanto Marsilio e il suo capogruppo, Massimo Verrecchia, esultano per la vittoria in Molise di Francesco Roberti (Forza Italia) e la sconfitta di Roberto Gravina, sindaco M5S di Campobasso appoggiato dal Pd. Un’alleanza che per Verrecchia «porterà fortuna anche in Abruzzo».