Legambiente: smog, servono interventi sulla mobilità

9 Marzo 2019

PESCARA. Anche Legambiente, presente in città con il Treno Verde, ha misurato il livello di inquinamento e ha reso noto che due sono i picchi di smog elevati registrati tra gli otto punti ritenuti...

PESCARA. Anche Legambiente, presente in città con il Treno Verde, ha misurato il livello di inquinamento e ha reso noto che due sono i picchi di smog elevati registrati tra gli otto punti ritenuti critici della città, in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. Il picco più elevato è stato quello registrato in piazza Duca degli Abruzzi dove, alle 10,08, si è raggiunto il valore di 72 µg/mc (il, limite massimo di legge è 50). In piazza Duca D’Aosta invece il picco più elevato si è riscontrato alle 11,47 con 56 µg/mc, mentre in viale Bovio, vicino al Conservatorio, il valore massimo registrato è stato alle 8,49 con 48 µg/mc.
È quanto emerge dalla fotografia scattata dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare che in questi giorni ha fatto tappa a Pescara. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria - realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura - sono stati presentati ieri a bordo della quarta carrozza del convoglio ambientalista da Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. Sono stati individuati 8 punti “critici” dove sono state realizzate misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili: i valori registrati (Pm10) variano tra 14,6 e 37,5 microgrammi/mc (come media oraria). Fino a oggi, la centralina di via Sacco ha registrato 7 superamenti del limite giornaliero di 50 µg/mc per il Pm 10 seguita dalla centralina del teatro D’Annunzio e da quella di via Firenze con 6.
«Gli sforamenti», sostiene Legambiente, «potrebbero non destare preoccupazione se paragonati a quelli di altre città, ma dobbiamo dare loro la giusta attenzione mettendoli in relazione ai dati ufficiali di Arta, che ci ricordano come l’inquinamento dovuto alla combustione dei carburanti sia ancora un pericolo. E’ necessario come non mai un passaggio a una mobilità integrata e sostenibile che permetta non solo l’abbattimento delle emissioni inquinanti, ma anche il miglioramento della qualità della vita. Il dato nazionale di 60mila morti l’anno legati all’inquinamento semplicemente non è più accettabile».