Legge di Bilancio, chi fa più figli avrà diritto a sconti e assunzioni

30 Agosto 2023

Il piano: dall’asilo gratis agli sgravi sulle tasse per le imprese che danno lavoro alle mamme 

L'AQUILA . Mettere più soldi in tasca alle famiglie numerose e incentivare la natalità. Nella manovra del Governo, che entro il 31 dicembre 2023 dovrà essere convertita in legge di Bilancio, figurano diversi interventi per favorire le imprese che assumono madri e incrementare le nascite: da un possibile nuovo bonus, un aiuto concreto per supportare economicamente le donne che vogliono mettere al mondo un secondo o un terzo figlio a ulteriori detrazioni sui redditi per figli a carico.
Il lavoro di analisi delle risorse disponibili conta, sul fronte famiglia, un totale di 2 miliardi dell’assegno unico non utilizzati, fondi che potrebbero essere destinati al nuovo pacchetto di misure per combattere il calo demografico.
BONUS SECONDO FIGLIO.
Il testo di legge, che raccoglie un vasto insieme di misure di politica economica, fiscali e monetarie, si focalizza, in particolare, sui problemi dei nuclei familiari numerosi, che hanno maggiore difficoltà a far quadrare i conti a fine mese. Tra le possibili novità nella legge di bilancio 2024 figurano un bonus secondo figlio, ma anche mutui agevolati e aiuti ad hoc alle neo mamme.
Stando a diversi sondaggi condotti a livello nazionale, le donne che hanno già un figlio, ne vorrebbero anche un altro: scelta che si scontra, spesso, con le spese supplementari da sostenere. Il bonus secondo figlio costituirebbe uno sgravio mirato ad attenuare gli ulteriori esborsi, che inevitabilmente giungono insieme con l’arrivo del secondo bebè. Della nuova agevolazione si attendono i dettagli sull'applicazione, ma è già stato ipotizzato un possibile azzeramento della retta del nido dal secondo figlio in poi. All’iniziativa sta lavorando il ministero della Famiglia, ma sono previsti incontri e confronti con il ministero dell’Economia, per valutare la fattibilità dei progetti sul piano delle spese per lo Stato.
LE RISORSE.
Almeno una porzione delle risorse necessarie sarebbe già stata rintracciata, in quanto risparmiata a livello di stanziamenti per l’assegno unico.
Secondo i dati Inps nel primo semestre dell’anno sono stati spesi 8,7 miliardi euro per l'assegno unico. Ipotizzando un trend simile, si stima che a fine anno si possa arrivare ad una spesa attorno ai 17 miliardi, una cifra inferiore ai 18,6 miliardi stanziati, che comprendono anche i fondi aggiuntivi previsti dalla Manovra 2023 per finanziare le nuove maggiorazioni dell’importo. Se da un lato il tesoretto rappresenta un’opportunità per la nuova legge di Bilancio, le cui risorse saranno per la maggior parte dirottate sul nuovo taglio del cuneo fiscale, dall’altro evidenzia la crisi della natalità che sta attraversando il Paese e che la platea dei beneficiari è più ristretta rispetto a quanto previsto inizialmente. Molte delle famiglie a cui spetterebbe la somma non hanno fatto domanda; da considerare, inoltre, che in caso di valori Isee elevati viene concesso un importo minore.
SCONTI ALLE IMPRESE
CHE ASSUMONO MAMME.
Il capitolo delle misure di sostegno alla natalità si combina con i temi fiscali e con il potenziamento delle misure di welfare, dal nido aziendale alla detassazione dei premi di produttività per i dipendenti con figli. Il ministero dell'Economia è al lavoro anche per elaborare delle efficaci misure di sostegno alla nuova occupazione e alla stessa natalità: si parla di un possibile sconto "ad hoc" sulle tasse delle imprese che scelgono di assumere mamme con almeno tre figli a carico. Si tratta di un’applicazione pratica del principio contenuto nella delega fiscale, per il quale il datore che più assume, meno viene tassato dal Fisco. Secondo quanto trapela dall’attività di revisione del sistema tributario, a cui sta lavorando il Governo, la delega introdurrebbe una seconda aliquota ridotta sugli utili delle aziende, con uno sgravio fiscale ulteriore per i datori che assumono mamme con più figli a carico.
NUOVE DETRAZIONI.
In cantiere c’è anche un' eventuale reintroduzione della detrazione sui redditi per figli a carico, dopo il varo dell’assegno unico, che ha assorbito quasi del tutto le detrazioni per i figli a carico, con altre forme di sostegno tra le quali l’assegno familiare. Restano, invece le detrazioni per i figli di età maggiore o uguale a 21 anni.
Il ministero del Made in Italy ha proposto, in questi giorni, una detrazione di 10mila euro per ogni figlio a carico da affiancare all’assegno unico. Diversa la strada che intende seguire il ministero dell’Economia orientato ad applicare una serie di sconti o sgravi crescenti in base al numero dei figli. È già stata definita una scaletta di massima: si parte da 2.500 per il primo figlio, per arrivare a 5mila euro in caso di un secondo figlio e 10 mila se i figli sono tre. Il primo vero appuntamento con la legge di Bilancio 2024 sarà a fine settembre con la presentazione della nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, che fa luce sulla disponibilità economica nelle mani del Governo.
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