Legge, giustizia, economia nell’era dei poteri deboli

Presentato al Fla di Pescara il libro di Giovanni Legnini e di Daniele Piccione E la platea applaude Spoltore che dà la cittadinanza onoraria a Liliana Segre
PESCARA. L’evoluzione del rapporto tra funzioni fondamentali dello Stato, quali quella legislativa e quella giurisdizionale nell’era delle “Authority” e della “tecno-economia”, e le connessioni tra ordinamento giuridico e sistema economico. Tutto questo mentre sulla scena sono arrivate le “Authority”, che reclamano un’altra funzione fondamentale, quella regolatoria, accrescendo il senso di dispersione dei poteri delle istituzioni. Sono alcuni dei temi trattati da Giovanni Legnini, già vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, e Daniele Piccione (consigliere parlamentare del Senato e docente di Istituzioni di diritto pubblico e diritto pubblico avanzato all’Università Unitelma di Roma), nel libro “I poteri pubblici nell’età del disincanto”, presentato ieri all’auditorium Petruzzi nell’ambito del Fla, il “Festival di libri e altre cose” in svolgimento a Pescara.
APPLAUSO ALLA SEGRE. Legnini ha rivolto un «pensiero a Liliana Segre», condiviso dai presenti con un lunghissimo applauso, e ha ringraziato il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, comune che ha deciso di conferire alla senatrice la cittadinanza onoraria perché, ha detto l’ex vice presidente del Csm, «non bisogna sottovalutare la nuova stagione dell’odio che sta crescendo, amplificata dalla rete». Legnini ha anche ricordato che ieri era l’anniversario della “Notte dei Cristalli” (Kristallnacht), che rappresentò il punto di non ritorno dello sterminio di massa degli ebrei.
TRE TEMI. Oltre ai due autori, sul palco, il giornalista Marco Panara e Pasquale Fimiani, sostituto procuratore alla Corte di Cassazione. Un libro di non semplice lettura, che parte dall’assunto secondo il quale «le alternative di politica economica sono interdipendenti con l’evoluzione dell’ordinamento giuridico». Le schede che chiudono i capitoli centrali del volume trattano tre argomenti di estrema attualità: il tentativo di garantire l’imposizione fiscale sulle attività produttive in rete (la cosiddetta web-tax), l’esigenza di tutela del risparmio di fronte alle crisi degli istituti bancari, lo stridere della protezione della salute e dell’ambiente con il mantenimento della produzione dell’Ilva di Taranto, argomento questo, sul quale si discute molto proprio in questi giorni.
LE CONTRADDIZIONI. Tre campi, scrivono gli autori, in cui si misurano i poteri pubblici circondati da contraddizioni laceranti e interessi opposti. «D’altra parte, è un rapporto, quello tra cicli economici e sistema giuridico», dice Legnini, «che si è fatto assai più stretto e profondo di quanto, oggi, si tende a ritenere. Ancora una volta si tratta di una relazione bi-univoca, nel senso che le opzioni adottate nella politica economica nazionale incidono grandemente sulle spinte evolutive dell’ordinamento giuridico, ma vale anche il processo contrario».
CERTEZZA DEL DIRITTO. In questo quadro, ha osservato invece Fimiani, «la certezza del diritto è un valore immanente». E dal momento che si è incrinato il rapporto di fiducia tra cittadini e politica, «sulla giurisdizione», ha aggiunto Legnini, «si è riversata una domanda molto forte di tutela, che avrebbe dovuto trovare soddisfazione nella legislazione».
SERVE EQUILIBRIO. «I poteri entrano in relazione tra loro», ha detto invece Piccione, «e non devono vivere il sogno e l’abiezione, diceva qualcuno, di voler schiacciare gli altri». In questo quadro, ha aggiunto, esistono contraddizioni «che intanto è bene rilevare: velocità della decisione contro lentezza dei tempi parlamentari; difetto di legittimazione delle autorità indipendenti ma straordinaria efficacia e incidenza dei loro poteri sui diritti soggettivi degli individui, e ancora, tentazioni della giurisdizione a farsi imperatore, come diceva qualcuno, cioè sostanzialmente a esercitare fino in fondo quel potere di supplenza che tanta contestazione ha generato negli ultimi due decenni».
IL PATTO SOCIALE. Per Panara «quella che stiamo vivendo è proprio una crisi della legittimazione delle istituzioni, e questo rende anche estremamente difficile l’operazione di ricostruzione del patto sociale».

