Legge inviata al Mef alle 3 di notte

Oltre al deficit punta anche ai manager, in scadenza c’è Romano
L’AQUILA. Tre obiettivi per una sola legge inviate alle 3 di notte al Mef.
Il primo, contenuto nell’articolo 1, è quello di pareggiare i conti delle Asl per evitare il commissariamento della sanità abruzzese su cui martedì prossimo deciderà il Tavolo di Monitoraggio interministeriale. Il secondo obiettivo, previsto dall’articolo 2, è di mettere i quattro manager della Aziende sanitarie abruzzesi di fronte alle proprie responsabilità su un debito complessivo di 128 milioni di euro, ridotto a 68 effettivi con una serie di alchimie di bilancio e compensato da una legge che impegna i consistenti accantonamenti prudenziali della Regione.
Tra i manager solo uno scade a giugno, Ferdinando Romano, dell’Asl aquilana. Gli altri sono “blindati” fino al 2026. Ma tutti e quattro ora possono finire sotto esame. C’è però anche un terzo scopo venuto alla luce con l’approvazione dell’emendamento proposto da Paolo Gatti (FdI), presidente della Commissione Sanità, sfuggito al controllo del dominus Marsilio, che, modificando l’articolo 2, ha tolto dal controllo della giunta e del Dipartimento della Salute la gestione dei dg della Asl. L’articolo in questione stabilisce l’obbligo, da parte delle singole Asl, di predisporre piani di razionalizzazione delle risorse disponibili. I piani dovranno essere trasmessi al Dipartimento entro 30 giorni dalla pubblicazione. E in caso di mancata approvazione da parte del Dipartimento, la Asl dovrà apportare le modifiche richieste e ripresentarlo entro 30 giorni».
Ma qui si inserisce la mossa di Gatti: «I piani devono altresì essere trasmessi alle Commissioni I e V del Consiglio regionale (cioè la sua), che esprimono parere obbligatorio e vincolante, ai fini dell'approvazione da parte della Giunta». (l.c.)
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