«Legge restrittiva per il caso Rigopiano»

18 Gennaio 2018

«La normativa tutela il coniuge e i figli, ma è restrittiva nell’ipotesi in cui il lavoratore sia all’interno di una famiglia con madre, padre, fratelli e sorelle. E diventa penalizzante se i...

«La normativa tutela il coniuge e i figli, ma è restrittiva nell’ipotesi in cui il lavoratore sia all’interno di una famiglia con madre, padre, fratelli e sorelle. E diventa penalizzante se i genitori hanno un reddito». L’avvocato Emanuela Rosa, che da mesi assiste la famiglia D’Angelo per il riconoscimento della morte sul lavoro a Gabriele, conosce bene la legge regolata dal decreto 1124 del 1965 finalizzata a tutelare le famiglie che perdono un familiare lavoratore. Ma il legale, che dopo l’opposizione amministrativa farà ricorso al Tribunale sezione lavoro, dice anche: «Come si fa, nel caso di Rigopiano, a dire che il lavoratore non contribuiva alla famiglia anche se i genitori avevano un reddito? Parliamo di giovani provenienti da famiglie con redditi bassi e che davano il loro contributo personale ed economico. È vero che la legge è generale ma è anche vero che la tragedia di Rigopiano necessita di un intervento specifico, ma sta alla sensibilità di chi potrebbe farlo». Nelle settimane successive alla valanga fu il deputato abruzzese Gianni Melilla a presentare un’interrogazione al Parlamento in cui chiedeva, in deroga alla legge, che l’indennità fosse garantita alle famiglie di tutti i lavoratori dell’hotel. Ma dopo gli impegni a voce in quella sede, non si è mosso nulla.
«Andremo avanti», assicura il legale, «nel ricorso evidenzieremo che il compianto Gabriele, convivente con la famiglia, contribuiva all’andamento economico, pertanto i genitori devono beneficiare della rendita prevista».