Legge Urbanistica, apertura verso i Comuni

La Regione ascolta le richieste degli architetti degli enti locali. Il 30 gennaio le modifiche in Consiglio
TERAMO. «Durante la tavola rotonda sul tema “Il regime transitorio nella nuova legge urbanistica regionale”, tenutasi venerdì all’Università di Teramo, i professori Stefano Scoca, Donato Di Ludovico e Pierluigi Mantini hanno sottolineato le criticità delle norme della nuova legge, in particolare per quanto riguarda il regime transitorio». Così sottolinea l’Unitel (Unione nazionale italiana dei tecnici degli enti locali), sezione Abruzzo, a margine dell’incontro organizzato dal professor Diego De Carolis del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Teramo.
«Lo stesso intervento della dirigente regionale, Anna Caporale, ha confermato che nella prossima riunione del Consiglio regionale (il 30 gennaio, ndr) verranno proposte modifiche alla norma, per superare le problematiche riscontrate in prima applicazione», evidenzia Unitel Abruzzo il cui presidente, l’architetto Raffaele Di Marcello, ha ribadito, nel suo intervento, la richiesta già avanzata alla Regione, di estendere, nel periodo transitorio, la piena validità dei Piani regolatori dei Comuni fino all’approvazione dei nuovi Puc (Piani Urbanistici Comunali). «Si tratterebbe», spiega Di Marcello, «di equiparare le norme di salvaguardia dei Prg a quella dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali, estendendone la validità, anche per le aree sottoposte a piani attuativi, fino all’approvazione dei Puc, che dovrà avvenire entro il 21 dicembre 2027. Ciò permetterebbe», continua il presidente regionale Unitel, «di attuare tutti quei piani particolareggiati, dove sono consolidati diritti edificatori e, spesso, concentrate aree destinate ad urbanizzazioni secondari, infrastrutture e servizi strategici per i Comuni, che l’attuale assetto della legge retrocederebbe a zona agricola». Unitel, infine, ribadisce «la condivisione dello spirito della norma e ringrazia la Regione per aver portato all’approvazione una legge attesa da decenni, ma ora occorre affinare quelle previsioni che, in fase di applicazione, rischiano di confliggere con la potestà pianificatoria dei Comuni e di creare non pochi problemi a cittadini ed amministrazioni locali. Prendiamo atto dell’apertura evidenziata dalla dottoressa Caporale e attendiamo, fiduciosi, le modifiche che il Consiglio Regionale vorrà apportare». (c.s.)

