«Leggi che non danno fiducia alle vittime»
VASTO. «La tragedia di Vasto è la certificazione del fallimento di un sistema giudiziario criticato dagli stessi capo procuratori». Lo sostiene in una nota la Confederazione sindacale autonoma di...
VASTO. «La tragedia di Vasto è la certificazione del fallimento di un sistema giudiziario criticato dagli stessi capo procuratori». Lo sostiene in una nota la Confederazione sindacale autonoma di polizia (Consap). «Come poliziotti non entriamo nel merito della vicenda», dichiara il segretario nazionale Stefano Spagnoli, «però crediamo che ci si debba seriamente domandare chi ha armato la mano del marito distrutto, Fabio Di Lello, per interrogarci poi sui disastri di leggi spesso paradossalmente tanto dure quanto inefficaci e di iter giudiziari che non riescono quasi mai a compensare le vittime, condannate, esse sì, all’ergastolo del dolore o a quello della paura». «La vendetta di Vasto pone l’accento sul reato di omicidio stradale, una legge lungamente attesa ma che il Governo non riesce a usare come deterrente», continua il Consap, «norme indiscriminatamente punitive, che però non hanno prodotto nel cittadino quel sano timore che induce al rispetto delle regole. Il marito che si vendica, sparando e uccidendo, non è molto diverso dal padrone di casa che si arma e spara al ladro, fenomeni che come poliziotti condanniamo senza incertezze, ma che rappresentano la risposta a un vuoto di giustizia, intendendo non le toghe, ma la capacità delle nostre regole di ridare fiducia e speranza alle vittime».

