Legnini attacca: la peggiore legge finanziaria di sempre

29 Dicembre 2019

Il centrosinistra: «Lo strumento è viziato nella forma e anche nella sostanza» E Paolucci rincara la dose: «È il frutto di una giunta che è prossima al rimpasto»

PESCARA . «Per la prima volta sono d’accordo con Marsilio quando dice che l’aria è cambiata. Effettivamente, è diventata irrespirabile». Parole di Giovanni Legnini, durante la conferenza stampa convocata dall’opposizione per commentare il bilancio regionale approvato alle 3 di ieri mattina. Con Legnini erano presenti i consiglieri Silvio Paolucci, secondo il quale «questo è il bilancio di una giunta prossima al rimpasto», Antonio Blasioli (entrambi Pd), e Sandro Mariani (Abruzzo in comune). Per Legnini «questo è il peggior governo regionale di sempre, che ha dato vita alla peggiore manovra finanziaria di sempre», definita «viziata nella forma e nella sostanza. Una legge di stabilità vergognosa, la peggiore mai vista finora», ha rincarato la dose, «che sancisce il fallimento di una maggioranza spaccata e litigiosa. Per approvarla hanno sistematicamente violato le leggi di contabilità, lo statuto, il regolamento. Hanno distribuito in un modo inaccettabile e per importi irrisori prebende a 100 Comuni discriminandone altri 200, una cosa mai vista» Un maxi-emendamento come quello approvato ieri notte, ha detto invece, Mariani, «non si vedeva da anni. Gli emendamenti da loro proposti sono tutti geolocalizzati in modo imbarazzante: i finanziamenti sono stati erogati ai comuni dove risiedono i consiglieri». Forti critiche anche da Blasioli, secondo il quale «la maggioranza è scappata di fronte alle proposte che avanzavamo, perché a mezzanotte ha presentato un sub emendamento riscrivendo in toto 180 pagine che hanno consentito di far cadere tutte le nostre proposte, senza discussione alcuna. Non c’è nulla per Pescara, nulla sull’ex Cofa, né sulla sede unica della Regione Abruzzo. Dal 2005 la legge del bilancio non vedeva più elenchi come quelli prodotti ieri, con piccole mance ai Comuni su opere pubbliche e protezione civile, inservibili perché con importi irrisori che non consentono di arrivare nemmeno all’appalto: come Farindola che ha ricevuto 5.000 euro per l’acquisto di attrezzature per emergenza neve». Che la giunta sia prossima al rimpasto, ha invece sottolineato Paolucci, lo si evince «dai documenti prodotti e dalla necessità di costruire un bilancio illegittimo e irregolare. Il famoso pizzino scritto a mano proviene dalla sfiducia della Lega verso un’altra parte della maggioranza. Un bilancio che non ha colto l’opportunità che aveva, pur avendone l’occasione, grazie alle tante risorse in più che abbiamo lasciato: altro che tasche vuote, abbiamo lasciato 15 milioni in più subito e altri 10 milioni saranno utilizzabili entro marzo; mentre 75 milioni in più arriveranno dal 2022, questo si ritrova Marsilio sulle spese correnti, che malgrado ciò non ha impresso sul Defr un intervento personale, identificato, capace di misurarsi con il suo programma e con le istanze degli abruzzesi». (a.bag.)