Legnini nominato presidente della Commissione su Bussi

L’AQUILA. Si insedia la Commissione regionale d’inchiesta sulla discarica di Bussi, di cui è stato designato presidente Giovanni Legnini. L’organismo nasce proprio su proposta di Legnini, con il...
L’AQUILA. Si insedia la Commissione regionale d’inchiesta sulla discarica di Bussi, di cui è stato designato presidente Giovanni Legnini. L’organismo nasce proprio su proposta di Legnini, con il supporto unanime del centrosinistra e di una larga maggioranza del Consiglio regionale che ne ha approvato l’istituzione. Vicepresidente è stato eletto il consigliere Daniele D’Amario e consigliere segretario Emiliano Di Matteo. La Commissione, di cui fanno parte anche Antonio Blasioli per il Pd; Luca De Renzis, Simone Angelosante e Fabrizio Montepara per la Lega; Marianna Scoccia per l’Udc; Guerino Testa per Fratelli d’Italia; Roberto Santangelo per Azione Politica e Sara Marcozzi per il M5S, si riunirà giovedì 28 novembre per stabilire un calendario delle attività e le prime azioni. «Ringrazio i consiglieri per la nomina a presidente, funzione che eserciterò con assoluta imparzialità e dando subito il via al lavoro della Commissione», dice Legnini, «si preannuncia un’attività intensa che avvieremo con l’acquisizione della documentazione, di per sé già imponente, dell’elencazione dei soggetti da audire e di un programma dei lavori da svolgere».
L’obiettivo è accertare cosa è accaduto nei 12 anni da quando la discarica fu scoperta, dagli 8 anni che ci separano dallo stanziamento delle risorse per l’avvio della bonifica e dai 3 trascorsi da quando è stato sottoscritto l’accordo di programma da parte della Regione. «Decideremo collegialmente il programma alla prima seduta utile», prosegue Legnini, «ma penso che dovremmo articolare i lavori innanzitutto per accertare gli ostacoli che si frappongono all’avvio dei lavori di bonifica, eventualmente indicando chi e come dovrà rimuoverli e poi per ricostruire nella sua interezza e in modo chiaro una vicenda gravissima e molto complessa che chiama in causa decisioni e responsabilità di molteplici istituzioni pubbliche e soggetti privati. Ci avvarremo ovviamente delle pronunce giudiziarie e degli altri atti che già contengono l’accertamento dei fatti. L’obiettivo», aggiunge, «sarà quello di scrivere, con la relazione conclusiva, una pagina chiara e mi auguro risolutiva su una delle vicende più gravi che hanno riguardato l’ambiente e il territorio, il lavoro e il diritto alla salute. Il nostro compito», conclude Legnini, «ferme le competenze del ministero dell’Ambiente, far sì che i lavori di bonifica e reindustrializzazione siano finalmente avviati e che si possa accertare tutta la verità». Positivi i commenti del centrosinistra.
«Legnini è un presidente di alto profilo», dicono i dem Silvio Paolucci e Blasioli, «che non solo conosce la vicenda a fondo, ma è stato l’artefice dello stanziamento dei primi fondi per la bonifica». (c.s.)

